Luca Argentero e Stefano Fresi si contendono un posto di lavoro alla Azzurra Ceramiche
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Gli Stati Generali La Fune
Nel recente film "Al posto tuo" i due attori sono due designer che cercano di ottenere un posto presso l'azienda ceramica di Civita Castellana

Luca Argentero che prova ad entrare in una fabbrica di ceramica della Tuscia? Accade in “Al posto tuo” il nuovo film di Max Croci con Argentero, Stefano Fresi e Ambra Angolini, ambientato nella sede della Azzura Ceramiche, la fabbrica di Civita Castellana.

Il film, uscito in sala lo scorso 29 settembre, è girato in buona parte nella sede civitonica dell’azienda e racconta la storia di due designer (Argentero e Fresi) che si contendono un posto di lavoro all’interno dell’azienda di ceramiche. Il marchio della Azzurra Ceramiche compare spesso durante le scene del film, tanto che alla fine della pellicola c’è anche un ringraziamento ai soci dell’azienda.

Luca e Rocco (Argentero e Fresi) sono i direttori creativi di due aziende che producono sanitari, ma quando verrà completata l’imminente fusione delle loro ditte ci sarà posto solo per uno dei due. La dirigenza, nella persona di una tedesca sadica che ama divertirsi con i destini dei suoi sottoposti, decide che Luca e Rocco, per salvare il proprio lavoro, debbano sottoporsi ad un gioco di ruolo: per una settimana si scambieranno vite, famiglie, case e abitudini di vita perché, essendo l’uno l’opposto dell’altro, il management pensa che il direttore creativo ideale debba riassumere in sé le virtù di entrambi.

Luca è un architetto bello, atletico, vegano, single, sciupafemmine e allergico ai bambini che vive in un appartamento asettico nel centro di Roma, mentre Rocco è un geometra sovrappeso sempre a dieta, sposato con tre figli, che vive in provincia in una villa sovraffollata. Riusciranno a sopravvivere una settimana nei panni dell’altro?

La commedia che racconta lo scambio di vite fra due personaggi radicalmente diversi è ormai un genere a sé, i cui punti cardine sono la fatica iniziale ad abituarsi al cambiamento, seguita dalla scoperta che nell’esistenza altrui ci sono aspetti cui non si era pensato e che forse non sono così male. È qui che cominciano i problemi con la sceneggiatura di Al posto tuo: per gran parte della storia né Luca né Rocco sembrano apprezzare alcuno dei vantaggi della vita in cui si ritrovano infilati. Rocco, solo in una casa postmoderna nel centro di Roma dove può sfuggire alla dieta punitiva che gli impone la moglie Claudia, non ne approfitta per godersi la libertà, la città o il cibo proibito, ma si concentra sulla nostalgia di casa e sulla gelosia verso la suddetta Claudia. Luca non apprezza i pranzetti vegetariani di Claudia (lui che a casa sua nel frigo aveva solo seitan e papponi confezionati dalla vicina Ines) né l’atmosfera famigliare, o la placida vita di provincia. Entrambi appaiono curiosamente impermeabili al brivido di reinventarsi, seppur temporaneamente, un’altra identità.

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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