Lotta alle occupazioni abusive degli alloggi, blitz della polizia locale al complesso di S. Carluccio
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VITERBO - Vinciotti e gli uomini della municipale sono arrivati intorno alle 8 di mercoledì e hanno compiuto dei controlli sulla posizione delle varie persone presenti negli appartamenti e mini-appartamenti di proprietà comunale.

VITERBO – Blitz della Polizia Locale al complesso di San Carluccio, nel cuore della città storica. Il comandante dei vigili urbani Mauro Vinciotti ha guidato l’azione finalizzata a risolvere l’annoso problema delle occupazioni abusive negli appartamenti di proprietà comunale. 

Non si è trattato di un’attività in forze, come quella condotta nelle settimane passate nel quartiere di San Faustino. Vinciotti e gli uomini della municipale sono arrivati intorno alle 8 di mercoledì e hanno compiuto dei controlli sulla posizione delle varie persone presenti negli appartamenti e mini-appartamenti di proprietà comunale.

La municipale era già entrata in azione sul complesso di San Carluccio a novembre del 2024, riscontrando sei posizioni di occupazione abusiva. Due appartamenti sono stati quindi liberati in maniera spontanea mentre quattro continuano a essere occupati. A breve arriveranno da Palazzo dei Priori le lettere di sfratto per gli occupanti non in regola. 

Il complesso di San Carluccio dispone di un totale di più di 5mila metriquadri di superficie, di questa 1.121 residenziali: mini alloggi, spazi collettivi, locali amministrativi e di servizio. Complessivamente all’interno sono stati ricavati 18 appartamenti singoli e doppi. 

Era stato riqualificato negli anni Novanta per essere una casa-albergo per persone con disabilità fisiche e psichiche invece è stato poi utilizzato per rispondere alle emergenze abitative. Si tratta di un’area di valore storico. Risale al Quattordicesimo secolo ed è stato convento dedicato prima a Sant’Agnese e poi a San Bernardino. Nel 1640 ci morì Santa Giacinta Marescotti. Nel 1788 era un orfanotrofio, nel Novecento ospizio per anziani e negli anni Settanta ospitò la scuola infermieri della città di Viterbo.

Foto Fisioterapy Center

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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