Lotta alla cimice asiatica, "lanciate" nella Tuscia le vespe samurai
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"E' stato effettuato il lancio su Capranica, Carbognano, Sutri, Ronciglione e Vetralla grazie a Enea”. A comunicarlo è il consigliere regionale Giulio Zelli, presidente della commissione Agricoltura e Ambiente della Regione Lazio.

ROMA – “Prosegue la battaglia contro la cimice asiatica. Oggi sono avvenuti lanci della vespa samurai in 47 siti totali della Regione Lazio, di cui 35 nella Tuscia e il resto tra Latina, Sabina e Carchitti. Oggi, per quanto riguarda Viterbo, è stato effettuato il lancio su Capranica, Carbognano, Sutri, Ronciglione e Vetralla grazie a Enea”. A comunicarlo è il consigliere regionale Giulio Zelli, presidente della commissione Agricoltura e Ambiente della Regione Lazio.

“Ho partecipato personalmente al lancio nel Comune di Vetralla, assistendo alle modalità con le quali la vespa viene innestata nell’ecosistema. Ritengo che la lotta biologica sia lo strumento adatto per fronteggiare il diffondersi della Halyomorpha halys, la cimice asiatica, insetto pericoloso per le colture ed infestante anche nei centri abitati, perché non invasivo e totalmente naturale. Per questo la Regione ha deciso di investire con convinzione nell’utilizzo dell’antagonista biologico, ossia la vespa samurai. Ringrazio tutti i soggetti coinvolti – conclude Zelli – a cominciare da Enea e Arsial, poi le organizzazioni produttive Cpn e Assofrutti ma soprattutto l’Università degli studi della Tuscia, risultata decisiva dal punto di vista scientifico nelle analisi per comprendere quali strumenti utilizzare”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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