Lotta al Covid-19, cari sindaci serve tolleranza zero
santa barbara
aiac_banner_02
VITERBO - Il concetto è semplice, la comprensione da parte di molti sembra impossibile. I sindaci sono in prima linea e devono combattere una partita durissima. Devono però entrare in un'ottica ben precisa: stroncare la circolazione inutile di persone. 

VITERBO – La lotta al Covid-19 non può essere vinta con un vaccino di massa, né si può pensare di creare un maxi-lazzaretto della serie “chi muore muore e chi campa campa” per cercare una criminale immunità di gregge pagata con la vita dai soggetti più deboli. Serve togliere ossigeno al virus, evitare i contatti per ridurre e soffocare l’incendio del contagio.

Il concetto è semplice, la comprensione da parte di molti sembra impossibile. I sindaci sono in prima linea e devono combattere una partita durissima. Devono però entrare in un’ottica ben precisa: stroncare la circolazione inutile di persone. 

Ce n’è tanta, troppa. Ancora in queste ore. Tanta gente in strada, soprattutto nelle periferie del capoluogo e nei paesi. E’ il momento della tolleranza zero. 

Servono multe e denunce da calare in maniera millimetrica. E’ l’unico strumento di educazione utilizzabile. Perché in un momento in cui c’è una parte del paese nelle trincee degli ospedali e confinata in casa non è tollerabile vedere furbi e furbastri fare spallucce e fare finta di niente. C’è chi sembra non avere ancora capito e si è ridisegnato “corridore”, chi porta il cane in strada venti volte al giorno. Chi pensa che nella categoria “spesa necessaria” rientri anche la birra e le sigarette. Tutto intollerabile, tutto vergognoso. Sono giorni che ci inviano alla redazione de La Fune di continuo foto e filmati di persone, troppe, che continuano a scendere in strada. Coraggio sindaci, stroncate l’inciviltà e l’arroganza.

800 Monastero
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
lafune_300 x 600
monastero interno
domenicale post
aiac_banner_01
TdP_Inalazioni
Fune 300x300
POST FB 02
Masicar300x300-optimize
asvis 2
Onda
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Foto Fisioterapy Center