
VITERBO – Belcolle ha i requisiti per diventare un DEA di secondo livello e durante la sua visita sul territorio l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato ha affermato che “lo sarà quanto prima”.
Una notizia molto importante, forse passata piuttosto in sordina. Diventare DEA di secondo livello significa avere l’alta specializzazione in medicina clinica e interventistica. Esclusa Roma, un DEA di secondo livello è presente soltanto a Latina all’interno della Regione Lazio.
Una mossa che renderebbe centrale per tutta l’area Lazio Nord il nosocomio viterbese, con ricadute importanti sotto diversi punti di vista per il capoluogo della Tuscia.
Un ospedale sede di D. E. A. di I Iivello garantisce oltre alle prestazioni fornite dagli ospedali sede di Pronto Soccorso anche le funzioni di osservazione e breve degenza, di rianimazione e, contemporaneamente, deve assicurare interventi diagnostico-terapeutici di medicina generale, chirurgia generale, ortopedia e traumatologia, cardiologia con UTIC (Unità di Terapia Intensiva Cardiologia). Sono inoltre assicurate le prestazioni di laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche, di diagnostica per immagini, e trasfusionali.
Un ospedale sede di D. E. A. di II Iivello assicura, oltre alle prestazioni fomite dal DEA I livello, le funzioni di più alta qualificazione legate all’emergenza, tra cui la cardiochirurgia, la neurochirurgia, la terapia intensiva neonatale, la chirurgia vascolare, la chirurgia toracica, secondo le indicazioni stabilite dalla programmazione regionale. Altre componenti di particolare qualificazione, quali le unità per grandi ustionati, le unità spinali ove rientranti nella programmazione regionale, sono collocati nei DEA di II livello, garantendone in tal modo una equilibrata distribuzione sul territorio nazionale ed una stretta interrelazione con le centrali operative delle regioni.

















