Lorenzo Costantini, il ventenne vetrallese più forte del destino
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L’atleta vetrallese, dopo un brutto incidente, ha intrapreso la strada dell'atletica leggera e a giugno parteciperà ai campionati italiani paralimpici Fispes.

Lorenzo Costantini, più forte del destino. L’atleta vetrallese, dopo un brutto incidente, ha intrapreso la strada dell’atletica leggera e a giugno parteciperà ai campionati italiani paralimpici Fispes.

Lorenzo a 21 anni è rimasto coinvolto in un incidente sul lavoro che gli ha provocato un’amputazione della gamba destra sotto il ginocchio. Da lì in poi la sua vita è totalmente cambiata e dopo momenti di tristezza la voglia di vivere e di combattere ha preso il sopravvento.

“Credo nel destino – ha raccontato il viterbese alla Gazzetta dello Sport – e che niente avvenga per caso. Se mi è capitato questo è perché doveva servirmi a farmi crescere, a darmi nuovi occhi per vedere il mondo e la vita. Ora è come se stessi vivendo un sogno che sta prendendo sempre più forma con il trascorrere dei giorni. Molte delle cose migliori nella mia vita le ho fatte soprattutto dopo l’incidente: prima potevo solo pensarle, ora le sto realizzando.Sembra da matti dirlo, ma la mia vera vita è iniziata quella notte che mi ha portato via la gamba: mi ha dato e continua a darmi tantissimo, sia a livello di conoscenze di emozioni e stimoli. Con questo ovviamente non voglio dire che tutti debbano amputarsi una gamba, ma nulla avviene per caso e dobbiamo cogliere il meglio da ogni situazione o tragedia che la vita ci mette davanti”.

A inizio anno quindi la decisione di intraprendere l’avventura nell’atletica leggera, allenandosi sotto la guida degli istruttori Fispes, la Federazione italiana sport paralimpici e sperimentali.

“Mi sto allenando sui 100 metri da poco più di 2 mesi – ha proseguito Costantini nella sua intervista – e vorrei provare anche sui 200 e il salto in lungo. La mia prima gara è stata ad Ancona, sui 60 metri: un’emozione incredibile.
 La gara più importante sarà il 3 e 4 giugno ai campionati italiani di Isernia. L’obiettivo è fare del mio meglio, dare il massimo superando il mio record precedente e, perché no, vincere una medaglia anche se sui 100 non sarà facile”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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