L'Orchestralunata si fa in quattro
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L’occasione per ascoltare questo spettacolo sarà prossimamente presso il Palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino.

L’Orchestralunata  è un vortice di musicalità e di messaggi universali che hanno trovato conferma nei riconoscimenti artistici e nelle collaborazioni con grandi musicisti del panorama nazionale, con oltre 500 spettacoli in tutta Italia e diverse partecipazioni televisive e radiofoniche nazionali.

L’Orchestralunata torna con i suoi cavalli di battaglia che hanno visto la partecipazione di grandi artisti come Simone Cristicchi, Sud Sound System, Teresa De Sio; ma si sa, i musicisti e gli artisti non smettono mai di pensare e di creare, così nel tempo il repertorio si è arricchito di nuovi brani che l’Orchestraluanata è impaziente di fare sentire al suo pubblico, come in un incontro di vecchi amici che si rivedono!

Nei nuovi brani composti dal Maestro Stecco (Maurizio Gregori) ritroviamo le sonorità stralunate con ritmi incalzanti e melodie mediterranee, con particolare attenzione alle tematiche sociali attuali. Attualmente è impegnata nell’accordare la storia, un progetto che grazie al minuzioso lavoro di ricerca del maestro Laura Ammannato, propone un repertorio di canti tradizionali dei contadini della Tuscia. L’occasione per ascoltare questo spettacolo sarà prossimamente presso il Palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino.

Negli anni l’orchestra è cresciuta sia in età che nel numero dei musicisti e da qui l’idea di creare nuove e diverse versioni di spettacolo in base alla richiesta di organico disponibile tra i 6 e 35 elementi. ORCHESTRALUNATA XtraLunata: archi e nuove sonorità per un totale di circa 35 musicisti; ORCHESTRALUNATA “The Original”, con un organico ridotto rispetto alla XL e le caratteristiche storiche dell’Orchestralunata; Molto più smart e più semplice da gestire è la versione ORCHESTRALUNATA Bijoux, dove l’orchestra diventa “minimal” senza perdere però l’originalità delle musiche.

Il fenomeno musicale della Tuscia è pronto a stralunare i vostri festival, piazze e club con il suo organico versatile nelle tre versioni e con gli arrangiamenti curati dal Maestro Stecco.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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