Locali mazziati e locali graziati: due pesi e due misure? Serve un piano di sviluppo
Viterbo dall'alto
800 Monastero
Ci raccontano di due pesi e due misure. Noi ribadiamo il concetto serve un piano regolatore della città e un modello sul quale rifondare Viterbo.

Due pesi e due misure? Noi ribadiamo il concetto serve un piano regolatore della città e un modello sul quale rifondare Viterbo. La città deve sapere come, dove e se svilupparsi. Se alcuni locali sono costretti a pagare multe salate per alcune infrazioni però, altri sarebbero completamente liberi di fare quello che vogliono. È ciò che ci ha raccontato un lettore che ci ha chiesto di denunciare quanto segue.

Ci sarebbero locali che non pagano il suolo pubblico, ci sarebbero locali che invece si fanno autorizzare le attività all’aperto per qualche mese salvo poi sforare continuamente nel periodo di utilizzo. Ci sarebbero insomma locali che non rispettano le regole, ma che la passano liscia. Sistematicamente. Insomma ci sarebbero gli impuniti. Impuniti perché hanno magari qualche santo in paradiso, o magari sono solo i più fortunati. Quelli più piccoli invece, magari appena nati, magari più sfortunati, magari semplicemente senza santi in paradiso, vengono mazziati.

Certo è tutto da verificare, ma è facile crederci. E allora la riflessione da fare è ancora un’altra e va oltre le singole storie che abbiamo raccontato e che continueremo a raccontare. La riproponiamo, perché la vicenda è complessa e siamo stati accusati, più o meno direttamente, di aver creato un caso sul nulla. In realtà abbiamo solamente acceso la luce su quel che accade da tempo e abbiamo capito che le amministrazioni hanno tanto da lavorare. Perché non c’è un piano regolatore dello sviluppo della città, perché non c’è una idea del modello su cui rifondare Viterbo, perché non c’è stata mai la vera volontà di mettere tutti attorno ad un tavolo.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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