Lo zio di Matias va a Belcolle, armato di coltello, per uccidere Mirko Tomkow


VITERBO - "Dov'è Mirko, lo voglio ammazzare'', queste le sue parole davanti al personale del pronto soccorso che non credeva alla scena. Subito è intervenuta una guardia giurata, aiutata da un operatore.
VITERBO – Momenti di panico al pronto soccorso di Belcolle quando un signore, con un coltello in mano, si è presentato in stato confusionale. Era lì perché voleva uccidere Mirko Tomkow, il papà di Matias. L’uomo che, martedì scorso, ha ucciso il figlio di dieci anni a Vetralla.
“Dov’è Mirko, lo voglio ammazzare”, queste le sue parole davanti al personale del pronto soccorso che non credeva alla scena. Subito è intervenuta una guardia giurata, aiutata da un operatore. Grazie a un bastone hanno tenuto a bada l’uomo, in attesa dell’arrivo dei carabinieri.
L’autore del gesto è Ubaldo Marcelli, lo zio del povero Matias. La sua intenzione era di raggiungere l’omicida, piantonato a Belcolle dal giorno del terribile gesto.

Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
















