Lo Studiolo e Serra Club incontrano il prof. Guarini: "I tempi siamo noi"
Locandina Guarini 4 feb 26
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Un'occasione per riflettere su come le nostre risorse possano essere destinate a prospettive di pace o di guerra, perché le scelte che facciamo (o a cui acconsentiamo) determinano i tempi che viviamo. L'appuntamento è per mercoledì 4 febbraio alle ore 17 presso il salone del Seminario di Viterbo in piazza San Lorenzo.

VITERBO – “Sono tempi cattivi, tempi penosi!” si dice. Ma cerchiamo di vivere bene e i tempi saranno buoni. I tempi siamo noi; come siamo noi così sono i tempi» (Sant’Agostino, Discorsi, 80,8). Il momento storico che stiamo attraversando pare lanciare segni di poca speranza.

Per provare a comprenderlo meglio e viverlo al meglio il gruppo Meic “Lo Studiolo” e il Serra Club di Viterbo propongono un incontro con il professor Giulio Guarini, economista e docente dell’Università della Tuscia.

Un’occasione per riflettere su come le nostre risorse possano essere destinate a prospettive di pace o di guerra, perché le scelte che facciamo (o a cui acconsentiamo) determinano i tempi che viviamo. L’appuntamento è per mercoledì 4 febbraio alle ore 17 presso il salone del Seminario di Viterbo in piazza San Lorenzo.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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