
VITERBO – Sulla vicenda dell’accatastamento dello stadio Rocchi sta montando un caso, con posizioni contrapposte sul da farsi e su chi è chiamato a farlo. L’unica cosa che ha senso, in questi casi, è tagliare la testa al toro e vedere quello che prevedono le norme in materia.
La Regione Lazio, nella lettera inviata al Comune lo scorso due novembre, scrive “Resta inteso che qualora gli immobili da acquisire ovvero da assumere in comodato d’uso, non risultassero censiti in catasto, il comune avrà l’obbligo di effettuare, preventivamente e a sua cura e spese, le relative pratiche di accatastamento e di attestare, con proprio provvedimento, la conformità urbanistica, edilizia e catastale dei medesimi immobili”.
Il senso è che la Regione addossa al Comune le spese ma in base a quanto stabilisce la norma “l’accertamento generale degli immobili urbani è fatto per unità immobiliare in base a dichiarazione scritta presentata dal proprietario”. Essendo proprietaria la Regione e dovendosi concludere un passaggio di proprietà, secondo la legge, a fare la pratica deve essere la Regione proprietaria.
Sulla notizia di un presunto accatastamento del Rocchi già esistente per confermarla o smentirla c’è una sola cosa da fare: la visura catastale. Da visura del 20 gennaio (oggi) risulta chiaramente che l’unica cosa che risulta al catasto del Rocchi è la tribuna centrale. Non sono quindi accatastate le tribune laterali (curve). E anche sulla centrale non è facile capire (servirebbe un esperto) se la tribuna centrale risultante sia quella vecchia o la nuova dopo l’ampliamento (dettaglio che fa tutta la differenza del mondo).
La verifica sull’accatastamento può essere fatta anche attraverso una piattaforma apposita (www.formaps.it) che permette di vedere cosa risulta e cosa no su una determinata area e da questo sito anche un non esperto di mappe catastali può facilmente verificare che l’unica cosa presente del Rocchi è la tribuna centrale, evidenziata dall’applicazione in arancione come area accatastata. Mentre non sono chiaramente accatastate le curve.
Comunque sulla vicenda Rocchi, che dovrebbe essere un qualcosa di puramente tecnico, è in atto una politicizzazione che non giova a nessuno: non giova alla verità, non alla città, non ai tifosi e non al calcio viterbese.


















