Lo stadio Rocchi è pronto per la Lega Pro: paura scampata
michelini rocchi
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I lavori sono finiti in tempo: lo Stadio è pronto. Dopo l’ansia e le grandi polemiche intorno alle ristrutturazioni necessarie per terminare i lavori preso l’impianto sportivo cittadino, arriva il sospiro di sollievo.

I lavori sono finiti in tempo: lo Stadio è pronto. Dopo l’ansia e le grandi polemiche intorno alle ristrutturazioni necessarie per terminare i lavori preso l’impianto sportivo cittadino, arriva il sospiro di sollievo.

La paura di non vedere iscritta la squadra alla Lega Pro a causa dei ritardi del comune è scemata grazie alle strigliate all’amministrazione comunale da parte del vulcanico presidente della Viterbese Piero Camilli e grazie alla successiva accelerata. C’era tempo fino al 20 giugno per terminare gli adeguamenti principali richiesti dalla Lega per l’iscrizione.

Oltre alla verniciatura e alla numerazione dei posti numerati sugli spalti, è stata installata una rete divisoria, delle nuove panchine più ampie, la sala stampa è stata arricchita di arredi così come è stata predisposta al meglio la sala anti-doping e quella per la sicurezza.

Ora entro l’inizio del campionato bisognerà procedere a creare un’area di prefiltraggio per i tifosi e dei sistemi video di sicurezza.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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