
VITERBO – Partiamo dalla domanda a cui vogliamo dare una risposta netta: “perché con i fondi per le ciclabili non si poteva acquistare una macchina da pop-corn gigante?”. Ecco, questa è la domanda di sintesi tra le molte che hanno raggiunto la nostra redazione in queste ore, subito dopo la pubblicazione della notizia che la ciclabile Riello-Pilastro-Faul è stata collaudata e i tecnici hanno certificato che rispetta tutte le regole.
Quella che doveva essere una buona notizia per la città evidentemente ha deluso qualcuno che si augurava lo schianto. Succede anche nelle migliori famiglie. Ma non è questo il punto. Il punto è che in diversi hanno iniziato a porre domande del tipo: “perché con quei soldi non sono state sistemate le fontane?”, “perché buttare soldi sulle ciclabili quando a Viterbo ci sono altre priorità?”, “perché invece non acquistare giochi per i parchi dei piccoli?”… Insomma la sintesi che abbiamo fatto è: “perché invece delle ciclabili non abbiamo comprato una mega macchina da pop-corn per cuocere il granturco per i cittadini?”.
La risposta è tecnica ma, vista la gazzarra, va data. I soldi per le ciclabili non erano soldi che il Comune di Viterbo aveva sotto al materasso e quindi di libera spesa in base al bilancio comunale. Con quelli chi amministra la città può decidere se: comprare giochi per i parchi, realizzare una statua ad Annio da Viterbo che guarda l’Urcionio a valle oppure acquistare una mega macchina da pop-corn da installare al Sacrario per servire uno snack quotidiano, così da richiamare gente nel centro storico. Della serie “due piccioni con una fava”.
I soldi delle ciclabili vengono dall’Europa e sostanziano il Piano Nazionale di Rinascita e Resilienza. Euroni che sono stati messi a disposizione degli stati Ue per riprendersi dopo la batosta del Covid-19. Tra le azioni che l’Unione Europea ha puntato a incentivare abbiamo gli spostamenti tramite bici. Questo è il motivo principale per cui anche nelle città italiane sono fiorite corsie extra, promiscue o dedicate, solo dipinte sull’asfalto oppure delimitate da siepi o spartitraffico.
Il Ministero delle Infrastrutture ha pubblicato, a partire dal gennaio 2022, diversi decreti attuativi per potenziare le ciclabili in tutta Italia. Possiamo fissare l’inizio del tutto nel DM Ciclovie urbane n. 509 del 15 dicembre 2021 per cui i Comuni interessati al finanziamento per realizzare nuove ciclovie urbane avrebbero potuto presentare istanza per le risorse disponibili entro 20 giorni dalla pubblicazione della nota – quindi fino al 7 febbraio 2022. In questo lasso di tempo i progetti sono fioccati.
Sono stati messi a disposizione 600 milioni di euro per il potenziamento e creazione ex novo delle ciclovie in Italia. Si tratta di un intervento di tipo misto, ossia per potenziare ciclovie turistiche che urbane. Di questa cifra 200 milioni sono stati dedicati alle piste ciclabili urbane, con l’obiettivo della realizzazione di almeno 570 chilometri nelle 45 città italiane con popolazione sopra ai 50mila abitanti e dove ci sono università con almeno 5mila studenti.
E’ l’istituto di ricerca Openpolis a fornire un quadro dettagliato del reale impatto di queste misure, calcolando quanto sono cresciute le ciclabili nelle tre macro aree Nord, Centro e Sud.
Quello che i cittadini vedono concretizzarsi a Viterbo sta accadendo in tutta Italia. Fa parte di una strategia di sviluppo con cui l’Europa ci chiede di abbassare le emissioni. Lo sappiamo anche noi che era tanto bello un bel Motom a miscela ma questioncine legate al cambiamento climatico (che esiste davvero; senza offesa delle sensibilità di terrapiattisti, no vax e fanatici della fantomatica superiorità della Pepsi) ci impongono di modificare i nostri comportamenti di vita.
La bicicletta, piaccia o no, è uno strumento con cui dovremmo interagire di più. Senza diventare tutti Bartali ovviamente. In alternativa il Creatore ci ha muniti di gambe. Le città devono modificarsi e diventare più vivibili, meno inquinate e a misura d’uomo. Questo significa più parchi, più passeggiate, più ciclabili. E’ il mondo “che cambia, nella forma e nel colore” direbbe Pelù (così abbiamo anche scomodato i Litfiba).
Per questo semplice motivo non possiamo comprare la macchina dei pop-corn ma dobbiamo accontentarci delle ciclabili. L’alternativa era non farle ma significava lasciare indietro la città di Viterbo, che già di errori con il cavalcare i tempi ne ha commessi troppi e che paghiamo tutti. Secondo voi fare passare l’autostrada del Sole e la ferrovia a Orte è stata una mossa intelligente da parte di chi governò Viterbo? Magari tra tanti decenni capiremo anche il senso delle ciclabili.
Un’ultima cosa. Il tema non può essere politicizzato. Le ciclabili esistono in tutte le città d’Italia, anche (se ce ne fossero) quelle dove a governare sono ancora i monarchici. Chi politicizza le ciclabili è semplicemente qualcuno che pensa di trattare i cittadini come le galline. Allora sì, a loro sarebbe stato utile acquistare una bella macchina per i popcorn. Che peccato!



















