
SUTRI – Vi scrivo da Sutri, paese dove Sgarbi è sindaco. Io e mio marito siamo parrucchieri e il nostro locale è di 38 metri quadrati.
Quindi secondo questi tecnici o lavoro io o mio marito, mentre su un autobus di 14 metri c’è anche più gente.
Noi parrucchieri, e non solo, siamo molto arrabbiati. Il 18 maggio aprono tutti tranne noi parrucchieri, estetiste, bar ristoranti ecc.
Se, come dicono, dobbiamo convivere con questo virus, adottando tutte le misure di sicurezza perché non ci fanno aprire?
Noi siamo la categoria più penalizzata: non stiamo lavorando ed abbiamo già speso i 600 euro per acquistare tutti i dispositivi di sicurezza, come le mantelline monouso, visiere, mascherine, asciugamani monouso, guanti, gel e quant’altro.
Loro hanno tutti i capelli in ordine. Non vedo nessuno in tv in disordine: nessuna giornalista con la ricrescita, anche Conte è sempre con i capelli in ordine. I loro di parrucchieri possono lavorare? E noi?
E per ultimo, devono far cessare questo sciacallaggio che c’è in giro per l’acquisto di tutti questi dispositivi: ma quanto deve costare un taglio di capelli? Grazie.
Anna Balestrieri
Un’artigiana


















