Lo sfogo di una parrucchiera: ”Siamo la categoria più penalizzata”
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SUTRI – “Abbiamo già speso i 600 euro per acquistare tutti i dispositivi di sicurezza”. Lo sfogo di Anna Balestrieri, artigiana di Sutri.

SUTRI – Vi scrivo da Sutri, paese dove Sgarbi è sindaco. Io e mio marito siamo parrucchieri e il nostro locale è  di 38 metri quadrati.

Quindi secondo questi tecnici o lavoro io o mio marito, mentre su un autobus di 14 metri c’è anche più gente.

Noi parrucchieri, e non solo, siamo molto arrabbiati. Il 18 maggio aprono tutti tranne noi parrucchieri, estetiste, bar ristoranti ecc.

Se, come dicono, dobbiamo convivere con questo virus, adottando tutte le misure di sicurezza perché non ci fanno aprire?

Noi siamo la categoria più penalizzata: non stiamo lavorando ed abbiamo già speso i 600 euro per acquistare tutti i dispositivi di sicurezza, come le mantelline monouso, visiere, mascherine,  asciugamani monouso, guanti, gel e quant’altro.

Loro hanno tutti i capelli in ordine. Non vedo nessuno in tv in disordine: nessuna giornalista  con la ricrescita, anche Conte è sempre con i capelli in ordine. I loro di parrucchieri possono lavorare? E noi?

E per ultimo, devono far cessare questo sciacallaggio che c’è in giro per l’acquisto di tutti questi dispositivi: ma quanto deve costare un taglio di capelli? Grazie.

Anna Balestrieri 
Un’artigiana

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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