Ghinassi (Acquapendente): “Lo sciame sismico delle ultime settimane va tenuto sotto stretta osservazione”
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ACQUAPENDENTE - Il sindaco Angelo Ghinassi chiede alle istituzioni di rivedere i percorsi autorizzativi per gli impianti di geotermia.

ACQUAPENDENTE – Il sindaco Angelo Ghinassi esprime preoccupazione per i recenti eventi sismici e chiede alle istituzioni di rivedere i percorsi autorizzativi per gli impianti di geotermia.

“Lo sciame sismico che sta incidendo sul nostro territorio in queste ultime settimane va tenuto sotto stretta osservazione – così in una nota il sindaco -.

I nostri cittadini sono preoccupati per via dei numerosi progetti di geotermia che stanno nascendo nella nostra area geografica e soprattutto per la centrale geotermica che il governo ha autorizzato lo scorso luglio sul comune di Castel Giorgio.

Abbiamo la necessità che le istituzioni rivedano i percorsi autorizzativi, tornino a valutare l’incidenza sismica di questa nostra terra, ascoltino le istanze che questo territorio ha da dire.

Ricordo che la Regione Lazio ha espresso parere contrario al progetto di Castel Giorgio, con motivazioni serie e dettagliate senza essere presa in considerazione.

Il rischio è che l’eventuale inizio delle perforazioni possa aggravare la situazione sismica che sta diventando, purtroppo, un punto fermo.

Anche sul nostro comune incide un progetto che sta all’interno un iter autorizzativo molto avanzato. Abbiamo paura, siamo preoccupati.
La nostra città ha bisogno di ben altro rispetto ad una ipotetica trivellazione quotidiana”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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