Lo Scarpone di Pirozzi e l'Udc pronti a entrare nella coalizione di centrodestra
Stefano-Caporossi
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Lo Scarpone di Pirozzi e l'Udc pronti a entrare nella coalizione di centrodestra per le comunali viterbesi. Sempre che la stessa non si sgretoli, fatto altamente improbabile.

Lo Scarpone di Pirozzi e l’Udc pronti a entrare nella coalizione di centrodestra per le elezioni comunali viterbesi. Sempre che la stessa non si sgretoli, fatto altamente improbabile.

Primi ammiccamenti si sarebbero registrati proprio in queste ore. Particolarmente problematiche, visto quello che è accaduto alla riunione delle forze della coalizione nel pomeriggio di ieri. Per questo la tematica è al momento congelata. Prima si dovrà attendere la soluzione costruita dai segretari regionali, poi in caso di soluzione allora ci sarà tempo e spazio per ragionare sull’allargamento della coalizione stessa.

Molto probabilmente, se venisse decisa da tutti i contraenti l’aggregazione, Lo Scarpone e Udc non presenterebbero neanche una propria lista ma confluirebbero in quelle dei partiti e movimenti civici.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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