Lo scandalo di un capoluogo a cui manca un mercato coperto
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VITERBO - Un mercato coperto nel capoluogo della Tuscia non c'è. Non pretendiamo che venga destinato allo scopo un qualche edificio del centro storico ma che almeno si investano risorse per realizzarne uno in vetro e acciaio sarebbe cosa buona e giusta. 

VITERBO – Un mercato coperto nel capoluogo della Tuscia non c’è. Non pretendiamo che venga destinato allo scopo un qualche edificio del centro storico ma che almeno si investano risorse per realizzarne uno in vetro e acciaio sarebbe cosa buona e giusta. 

Buona sicuramente per gli storici banchisti che non hanno mai trovato una collocazione di livello, che qualificherebbe il proprio lavoro e permetterebbe a ognuno di offrire un migliore servizio alla città e alla clientela. 

Giusta per l’immagine della città che potrebbe rinnovarsi, riqualificarsi in una struttura del genere. All’interno potrebbero trovare spazio le eccellenze del territorio, con un’economia alimentata tanto dai viterbesi quanto dai turisti. 

Un mercato coperto ha sempre rappresentato un qualcosa di centrale nella vita delle città vere. Basta pensare al Mercato delle Vettovaglie di Livorno o a quello di Firenze, Genova (che vedete in foto), etc. Basta andare con la mente alle città spagnole: da Madrid a Siviglia. Oppure spostarsi più a est verso il bellissimo mercato coperto di Budapest. 

Il tema è importante e assente dalla campagna elettorale. L’ennesima dove ci si racconta come “concreti” quando si rinuncia di immaginare un futuro fatto meglio e si pensa che un programma elettorale sia costituito dal verde ben curato e dalla città spazzata dagli operatori ecologici. Ecco se chi pensa di amministrare la città con detta mentalità si dedicasse a tagliare le siepi e a raccogliere i rifiuti farebbe un servizio più degno e utile. Grazie. 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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