Litorale, Goletta Verde trova nei parametri la foce del Fiora e fortemente inquinata quella del Marta
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Litorale della Tuscia, nei limiti la foce del Fiora ma risulta fortemente inquinata la foce del Marta. Due i campionamenti effettuati in provincia di Viterbo dall’équipe tecnica di Goletta Verde, la campagna di Legambiente dedicata allo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al sostegno del Conou, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e dei partner Novamont e Ricrea, il Consorzio nazionale riciclo e recupero imballaggi acciaio.

Litorale della Tuscia, nei limiti la foce del Fiora ma risulta fortemente inquinata la foce del Marta. Due i campionamenti effettuati in provincia di Viterbo dall’équipe tecnica di Goletta Verde, la campagna di Legambiente dedicata allo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al sostegno del Conou, Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati, e dei partner Novamont e Ricrea, il Consorzio nazionale riciclo e recupero imballaggi acciaio.

Entro i limiti di legge i prelievi alla foce del fiume Flora (Montalto Marina) nel comune di Montalto di Castro. Fortemente inquinato, invece, quello alla foce del fiume Marta al lido di Tarquinia. Qui, a seguito dell’esposto di Legambiente, la Capitaneria di Porto ha accertato, lo scorso anno, la gestione illecita di rifiuti e un abbandono di rifiuti nelle acque del fiume da parte di centro di distribuzione di prodotti ittici, da parte di un’industria casearia e l’ipotesi che i fanghi prodotti dal depuratore potrebbero in parte essere stati immessi, insieme alle acque di scarico, direttamente nel fiume.

In questi giorni, sempre Legambiente, sta effettuando i campionamenti nei laghi del Lazio.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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