L'Italia è in affanno, nonostante il jobs act
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A parlare è Stefano Signori, presidente di Confartigianato, che nei dati Istat non riesce a vedere l'ottimismo. "Creare nuovi posti di lavoro con una legge è impensabile, se non si costruisce, non si progetta e non si cresce"

Da settimane ormai siamo bersagliati dai proclami sulla grande ripresa del Bel Paese. Pare che il jobs act del Governo Renzi abbia fatto il suo dovere e la ripresa economica è salita, a partire da quelle delle assunzioni. Una scalata al successo che, secondo Renzi, si porterà ancora avanti con il patto di stabilità. Qualcuno però dissente e rimarca il punto che, in realtà, l’Italia non è in ripresa, ma in affanno. A dirlo è il presidente di Confartigianato, Stefano Signori.

“L’Italia è ancora purtroppo in affanno. E’ in difficoltà politicamente, economicamente e finanziariamente. Nonostante il jobs-act e le varie riforme in atto, il nostro Paese non riesce ancora a risollevarsi.L’opera di modernizzazione promossa dal mercato del lavoro, che Confartigianato imprese di Viterbo auspica da molto tempo, non ha creato ancora in queste prime fasi di sviluppo degli effetti positivi. La nostra Associazione, soffermandosi sui dati Istat, non ha ancora determinato un cambiamento innovativo e incisivo per quanto riguarda il mondo occupazionale e l’occupabilità”. Così Signori introduce il suo discorso.

“Ci stiamo impegnando ormai da tempo – continua – per combattere la crisi nel mondo del lavoro e trovare dei risvolti positivi per i giovani di oggi. Se la nostra società non cresce, non progetta e non costruisce, difficilmente si potrà pensare di creare nuovi posti di lavoro per decreto o per legge. La differenza esiste fra occupabiltà per decreto o decreto di occupabiltà e occupazione per sviluppo. La preoccupazione è che passato il periodo delle “vacche grosse” ci sia una ripresa economica senza occupazione”.

“Adattabilità e occupabiltà sono i due concetti chiave del mercato del lavoro: solo facendo incontrare questi due mondi sarà possibile creare nuova occupazione in Italia. Questo è un primo passo importantissimo per combattere la disoccupazione nel nostro Paese. Al Nord l’attuale ripresa economica non si converte in posti di lavoro. Il divario fra Nord, Sud ed Isole, sembra che non faccia più parte dell’emergenza del Paese Italia. Confartigianato interloquisce quotidianamente con le imprese e con le famiglie concretizzando opportunità di lavoro, intraprendendo sfide giornaliere per le necessità, i bisogni della popolazione e le speranze di nuovi e piccoli imprenditori”.

“Servono però – conclude il suo intervento Signori – vere scuole di formazione, istituzioni scolastiche di alta qualità che preparino i giovani di oggi al mondo del lavoro, Università e master per dare risposte qualitative per l’export “made in Italy” e imprese di alta tecnologia. Confartigianato si impegna quotidianamente per dare il meglio alle imprese, con l’obiettivo di sostenere l’imprenditore locale, senza essere solo passivi ma attivi, per raggiungere il ”bene comune”.”.

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