
La distanza che separa l’Italia dal resto del continente europeo, in particolar modo gli stati del Nord, è sempre più evidente in tanti settori. Nell’economia, nell’energia, nell’istruzione. E adesso anche nel digitale.
Lo rendono noti gli ultimi dati del Rapporto Desi, pubblicazione annuale della Commissione Europea, all’interno del quale si legge il ritardo dell’Italia rispetto a paesi come Danimarca e Svezia, Olanda e Finlandia, Belgio e Irlanda sia sempre più incolmabile. Un punteggio molto basso, quello italiano, per quanto riguarda la transizione digitale e la svolta tecnologica, che mette l’Italia allo stesso livello di Romania, Grecia e Bulgaria. 25esimo posto nella classifica, praticamente terzultima, in una corsa al digitale che si fa sempre più urgente.
Un ritardo, questo, che va a incidere ovviamente anche sul mercato del lavoro. “Per l’Italia 4.0 servirebbero competenze digitali avanzate che il sistema formativo fatica a offrire – ha spiegato in questo articolo Cristina Tajani, Presidente di Anpal – si va dalle hard skill di intelligenza artificiale, machine learning, data science e project management, alle soft skill, come la multidisciplinarietà e l’imprenditorialità”.
Competenze e abilità che in Italia vengono già testate e richieste in uno dei settori più vocati al digitale e alla tecnologia: il settore del gambling infatti ha intrapreso da anni un processo di grande rivoluzione interna, con il passaggio da un gioco terrestre e tradizionale a uno esclusivamente online, con la creazione di app e piattaforme dedicate, e con la grande attenzione ad argomenti come la cybersecurity, i linguaggi di programmazione, l’Intelligenza Artificiale e la Realtà Aumentata. A supportare tutti questi elementi sono nate nuove forme di promozione, basate su test gratuiti, che vengono adottate da tutti gli stakeholders del settore per il marketing digitale delle piattaforme di gioco online.
Serve quindi premere sull’acceleratore della crescita nazionale per quanto riguarda l’innovazione e la cultura digitale. È questo l’obiettivo del Piano Nazionale Banda Ultralarga e di diverse azioni del PNRR, il Piano Nazionale Ripartenza e Resilienza, che guardano proprio alla modernizzazione e allo sviluppo digitale di cittadini e imprese. Per migliorare anche la posizione nel Digital Index di Salesforce, che vede l’Italia in 25esima posizione e con l’86% dei lavoratori privi di competenze digitali chiave. Serve invertire presto la rotta: il futuro chiama e il nostro paese non può permettersi di non rispondere.


















