L'Islam divide Viterbo: i giovani musulmani manifestano, Forza Nuova attacca e Cinalli risponde
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Da un lato la condanna del terrorismo islamico, dall’altro il calcio all’integrazione. In mezzo il tentativo di razionalizzare di Umberto Cinalli.

Da un lato la condanna del terrorismo islamico, dall’altro il calcio all’integrazione.  In mezzo il tentativo di razionalizzare di Umberto Cinalli. Protagonisti di questa vicenda da un lato giovani musulmani viterbesi, dall’altro gli attivisti di estrema destra di Forza Nuova. Sabato si è tenuta in tutta Italia una manifestazione alla quale hanno partecipato compatti numerosi cittadini di fede musulmana, a Roma in particolare si sono recati alcuni ragazzi di Viterbo. Per dire no al terrorismo

Nel frattempo, mentre parte del paese si sforzava a cercare di tamponare l’allarmismo e il razzismo, Forza Nuova ha affisso in tutta Italia manifesti “belligeranti” contro “ogni pulsione buonista ed integrazionista e dichiarare senza tentennamenti che non potrà mai essere imposta in Italia una società multietnica e multiculturale”. I volantini con scritto sopra “Si vis pace para bellum” (se vuoi la pace, prepara la guerra) sono stati affissi anche a Viterbo di fronte al centro islamico e presso la Chiesa del Suffragio. “Occorre dare una scossa – scrive ancora Forza Nuova – al mondo cattolico. Il popolo delle parrocchie, tuttora diffuso, che rappresenta un forte collante per l’identità italiana, deve capire che la sfida islamista si vincerà solo risvegliando e riaffermando con orgoglio la nostra antica ed invitta identità cattolica”.

Alla comunità islamica è arrivata la sola solidarietà di Umberto Cinalli che in riferimento dell’iniziativa di Forza Nuova ha parlato di “cartelli irrispettosi e denigratori. Impedire l’integrazione etnica e religiosa la realizzazione di una piena e pacifica evoluzione del senso della cittadinanza è l’obiettivo degli integralisti: di quelli che innalzano le bandiere dell’Isis come dell’estrema destra italiana.

Possiamo in questo senso subire il ricatto della paura per decenni e delegare persone ignoranti e privi di una etica plausibile a decidere per tutti le regole della convivenza e dell’educazione, oppure reagire. Reagire sulla base di un pensiero comune e di una comune espressione civica, con gesti e manifestazioni visibili. In direzione “ostinata e contraria” a quanti sperano in uno scontro di civiltà e pensano che la guerra e la sopraffazione siano l’unica soluzione.

Viterbo deve reagire e fare quanto è necessario per impedire il collasso della cultura della convivenza: aumentare il livello del confronto, costruire percorsi di incontro, creare spazi di animazione interculturale. Se ISIS e Forza Nuova – e altri che dalle loro tristi strategie traggono vantaggio politicamente – abbattono le moschee e le chiese e i luoghi della convivenza, noi dobbiamo rispondere costruendo moschee e chiese e spazi di convivenza. Quello che decideremo in queste ore definirà il percorso della nostra civiltà per molto, molto tempo e saremo giudicati e responsabili delle nostre omissioni e inerzie e responsabili delle sofferenze che ne deriveranno”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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