
Cambio di strategia in maggioranza per il caso delle Rsa: “Consideriamo solo il reddito”. Il consigliere comunale Livio Treta a Sbottonati ha annunciato che martedì prossimo la proposta della coalizione potrebbe cambiare per “evitare che qualcuno debba vendere la casa per rimanere nelle Rsa”.
Come pensate di risolvere il problema delle Rsa?
“Arriveremo nel 2016 a 650mila euro di contribuzione, ma non sono sufficienti. Già nel 2015 la cifra è stata superiore a quella degli anni precedenti e i soldi mancano a causa dei tagli della Regione”.
La questione della contribuzione non piace all’opposizione perché poi con questo meccanismo il responsabile del debito è il cittadino, che rischia di vendere i patrimoni per assistere un malato, cosa rispondete?
“Rispondo che tutti i comuni del Lazio stanno passando a questo sistema e un altro milione di euro non si trova perché i Servizi sociali hanno anche altre esigenze”.
Non siete preoccupati per le famiglie che rischiano di dover vendere le case per pagare le rette?
“Certo che sì, quello che accade ha bisogno di una analisi attenta. La proposta di martedì scorso (basata sull’Isee per fasce di contribuzione, ndr) sarà modificata. Dobbiamo analizzare l’effettiva disponibilità economica della persona che sta nelle Rsa”.
Cioè?
“La situazione va analizzata dal punto di vista reddituale e non patrimoniale. Se una persona prende la pensione di 1000€ e un contributo di accompagno di 500€, pagando di 1500€ di retta è un conto, se invece ne prende 400€ di pensione e 500€ di accompagno un altro. Insomma andrà valutato caso per caso. Dobbiamo evitare di dare più soldi del necessario a chi non ne ha e dare i contributi a chi non arriva a coprire la spesa”.
Insomma un modo per superare il parametro dell’Isee..
“Esatto un meccanismo per scongiurare che qualcuno si indebiti. Andrà visto caso per caso”.
Ma il contributo sarà totale o parziale?
“È da valutare”.


















