L'invasione dei cinghiali: dai giardini invasi a Viterbo fino agli ombrelloni della Feniglia
Cinghiali in spiaggia
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Poco può essere fatto per contrastare la situazione e il quadro generale è destinato a peggiorare, considerando la rapida capacità riproduttiva di questa specie non autoctona. 

Non c’è tregua dai cinghiali. Nei giorni scorsi, i viterbesi in relax sulla spiaggia della Feniglia se li sono visti presentare anche sotto l’ombrellone. La spiaggia toscana, tanto amata anche dai cittadini di Viterbo, è stata protagonista di attimi di agitazione. Avere paura di questi cinghiali così domestici ormai è piuttosto esagerato ma non possono essere esclusi problemi trattandosi comunque di animali selvatici.

Nelle vie dei quartieri periferici del capoluogo della Tuscia ormai è facile imbattersi, soprattutto in notturna, in veri e propri branchi. E sono sempre di più le persone che lamentano invasioni nei propri giardini privati, con tanto di devastazione dei pratini e delle piante. 

Poco può essere fatto per contrastare la situazione e il quadro generale è destinato a peggiorare, considerando la rapida capacità riproduttiva di questa specie non autoctona. 

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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