L'Inps impiega quattro anni per fare i conti della pensione e chiede in cinque rate la restituzione dell'eccesso dato
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VITERBO - Pensionata viterbese punta i riflettori su un modus operandi Inps che ritiene profondamente ingiusto. Lo ha fatto con una lettera indirizzata a al Direttore Sede INPS di Viterbo Vittoria Romeo, al direttore sede INPS di Latina Mauri Maurizio, al Presidente Nazionale INPS Pasquale Tridico. La riportiamo fedelmente. 

VITERBO – Pensionata viterbese punta i riflettori su un modus operandi Inps che ritiene profondamente ingiusto. Lo ha fatto con una lettera indirizzata a al Direttore Sede INPS di Viterbo Vittoria Romeo, al direttore sede INPS di Latina Mauri Maurizio, al Presidente Nazionale INPS Pasquale Tridico. La riportiamo fedelmente. 

“In data 25 luglio 2023 dall’Agenzia INPS di Latina mi arriva una raccomandata che aveva per oggetto rideterminazione della pensione sopra citata. Il ricalcolo è stato fatto dal 2020 al 2023, senza nessuna spiegazione ne motivazione del perché, se non il fatto che dovevo rendere 2.688,56 in 5 rate a partire dal mese corrente.

Per quanto sopra descritto, faccio presente quanto segue: in data 03/05/2019 ho perduto mio marito Boni Giuseppe, e quindi mi sono recata al patronato con tutti i documenti che hanno poi determinato la mia pensione. Vi ci sono voluti 4 anni per capire che i conteggi non erano esatti? Preciso inoltre che già dal mese scorso mi erano state detratte 97 euro, sempre senza saperne il motivo.

Quindi 4 anni per capire, ma subito 5 rate per averle.

Preciso che anche io sono pensionata, e in forza della reversibilità mi sono trovata circa 350 euro in meno che da quello che sono riuscita a capire sono tutte ritenute. Perché? Io ho versato contributi per 42 anni e mezzo e questo è il risultato?

Questo è uno schiaffo al cittadino onesto che paga le tasse e rispetta le regole e le leggi.

Mi chiedo e vi chiedo: è possibile scrivere lettere di questo tenore senza una minima spiegazione su come,quando e perché? Ma non provate un attimo di vergogna? Anche il Patronato non è stato in grado di darmi nessun ragguaglio in merito.

Inoltre già dal mese di ottobre avete fatto la prima trattenuta di circa 400 euro sul netto della mensilità.

E’ una questione inaccettabile, per questo ho anche inviato una missiva al Presidente della Repubblica, e sarà mia premura inviare tutto quanto in mio possesso alla stampa locale, regionale e nazionale.

Certamente non vi degnerete di rispondere, ma potete contare sul fatto che la cosa non finisce qui e fatevi anche un’altra domanda : la gente muore di fame, non si cura, i nonni mantengono i figli etc. Questa domanda se la dovrebbe fare pure la politica tutta, quando si accorge che la gente sempre meno va a votare, ma soprattutto le persone iniziano purtroppo a delinquere”.

In fede

Bizzarri Daniela

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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