L’Inps accoglie le richieste di Confartigianato e riduce l’aliquota contributiva per apprendisti
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VITERBO - De Simone: “Strumento prezioso per la formazione dei giovani e il contrasto alla disoccupazione”. Dal terzo anno in poi l’aliquota sale al 5% e non più al 10% previsto in precedenza. Le imprese artigiane che hanno applicato le aliquote sbagliate potranno recuperare le differenze contributive.

VITERBO – L’Inps ha corretto l’interpretazione del regime contributivo per le assunzioni con contratti di apprendistato di primo livello nelle imprese fino a nove dipendenti. Una rettifica chiesta da Confartigianato che l’Istituto per la previdenza sociale ha accolto e approvato, modificando le aliquote applicate ai contratti di apprendistato: l’1,5% per il primo anno di contratto e il 3% per il secondo anno.

Dal terzo anno in poi l’aliquota sale al 5% e non più al 10% previsto in precedenza. Le imprese artigiane che hanno applicato le aliquote sbagliate potranno recuperare le differenze contributive.

“E’ molto positivo che l’Inps abbia accolto le giuste istanze presentate dalla nostra associazione – commenta Andrea De Simone, segretario provinciale di Confartigianato Imprese di Viterbo -. L’artigianato è senza dubbio il settore con la maggiore vocazione all’utilizzo dell’apprendistato, strumento preziosissimo per il contrasto alla disoccupazione”.

“La riduzione delle aliquote sui contratti sarà utile per un più ampio ricorso a questo istituto – conclude -, essenziale perché avvicina i giovani alle realtà produttive e al mondo del lavoro. Le aziende in questo modo hanno la possibilità di dotarsi di personale qualificato che contribuiscono a formare, mentre i ragazzi imparano l’arte del saper fare, di quel Made in Italy che ha reso i prodotti italiani famosi nel mondo”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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