
BAGNOREGIO – Flavio Verzaro, direttore del Museo di Bagnoregio intitolato al pilota, pubblica un racconto nella raccolta ‘Ritratti a Motore’ (Acerbo editore) sulla partecipazione di Piero Taruffi alla Coppa del Drago.
L’orologio del tempo torna alla metà del settembre 1931, nei giorni della gloriosa Coppa del Drago. La manifestazione prevedeva due gare. La gara di regolarità, che avrebbe assegnato la Coppa del Drago, si sarebbe svolta alle ore 13,00 di domenica 27 settembre e prevedeva due giri del Lago con partenza e arrivo a Montefiascone per un totale di 133 chilometri che andavano percorsi ad una media imposta scelta dal concorrente tra i 50 ed i 70 orari che andava mantenuta per tutta la durata del percorso che prevedeva controllo di partenza ed arrivo ed alcuni controlli segreti. La gara di velocità, premiata con la Coppa Frigo, si sarebbe svolta alle ore 17,00 di quella stessa domenica sul percorso in salita di circa 13 chilometri tra Bolsena e Montefiascone.
Taruffi vinse la gara di regolarità e poi quella di velocità, probabilmente preparando in quei successi la vittoria dell’ultima Mille Miglia della storia, che passò proprio per Bolsena, del 1957. Alla guida questa volta della rossa Ferrari.
La leggenda di Taruffi rivive oggi nel Museo a lui dedicato a Bagnoregio. Passione per la velocità, impegno, studio, perseveranza. Questa la sostanza di Pietro Taruffi, ingegnere inventore e pilota. Lui l’uomo dell’aumento della velocità grazie agli studi di aerodinamica e le prime prove di carenatura dei veicoli. Lui attento e scrupoloso tanto da inventare la cintura di sicurezza, la prima gliel’ha cucita la madre.

















