
VITERBO – Pochi giorni fa il folle inseguimento notturno dei carabinieri per fermare due cittadini romeni che a La Quercia avevano picchiato un carabiniere libero dal servizio per futili motivi.
Una corsa pazza e pericolosa in cui potevano essere investiti dei pedoni che avrebbero avuto la sola colpa di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato. Inseguimento che si è concluso con l’esplosione di colpi in aria da parte dei carabinieri per riuscire a fermare i due pregiudicati romeni (arrestati e rimessi in libertà in attesa del processo ndr).
Ieri l’aggressione a scopo di rapina ai danni di un ragazzo di origini pakistane da parte di due giovani viterbesi.
Sono molte le domande che emergono da questi episodi di violenza.
È normale che un giudice rimetta in libertà due pregiudicati che hanno aggredito un carabiniere e tentato di speronare le vetture dei militari dando vita ad una folle corsa in cui solo per miracolo non c’è scappato il morto?
È normale che due ragazzi aggrediscano un loro coetaneo, lo picchino, lo feriscano con una bottiglia rotta per rubargli 200 euro?
E infine la domanda delle domande: nella città dei papi esiste un problema sicurezza? E se sì di quali dimensioni? Quanto è dilagante la violenza in città? L’incolumità dei cittadini è garantita?
Queste sono le domande che La Fune pone a chi si occupa di garantire la sicurezza in città. Dalle istituzioni agli organi di polizia a cui va sempre e comunque il nostro rispetto ed il nostro ringraziamento per il lavoro che svolgono quotidianamente. Magari servono più mezzi? Più uomini?
La Fune si mette a disposizione come luogo di discussione su un tema delicato e molto sentito da tutti i viterbesi: il tema della sicurezza.


















