Inseguimenti con sparatoria, aggressioni a bottigliate. A Viterbo esiste un problema sicurezza?
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VITERBO – Pochi giorni fa l’inseguimento a folle velocità conclusosi a Valle Faul con l’esplosione di colpi in aria da parte dei carabinieri. Ieri l’aggressione a bottigliate ai danni di un ragazzo di origini pakistane. La città è sicura? L’incolumità dei cittadini è garantita?

VITERBO – Pochi giorni fa il folle inseguimento notturno dei  carabinieri per fermare due cittadini romeni che a La Quercia avevano picchiato un carabiniere libero dal servizio per futili motivi.

Una corsa pazza e pericolosa in cui potevano essere investiti dei pedoni che avrebbero avuto la sola colpa di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato. Inseguimento che si è concluso con l’esplosione di colpi in aria da parte dei carabinieri per riuscire a fermare i due pregiudicati romeni (arrestati e rimessi in libertà in attesa del processo ndr).

Ieri l’aggressione a scopo di rapina ai danni di un ragazzo di origini pakistane da parte di due giovani viterbesi.

Sono molte le domande che emergono da questi episodi di violenza.

È normale che un giudice rimetta in libertà due pregiudicati che hanno aggredito un carabiniere e tentato di speronare le vetture dei militari dando vita ad una folle corsa in cui solo per miracolo non c’è scappato il morto?

È normale che due ragazzi aggrediscano un loro coetaneo, lo picchino, lo feriscano con una bottiglia rotta per rubargli 200 euro?

E infine la domanda delle domande: nella città dei papi esiste un problema sicurezza? E se sì di quali dimensioni? Quanto è dilagante la violenza in città? L’incolumità dei cittadini è garantita?

Queste sono le domande che La Fune pone a chi si occupa di garantire la sicurezza in città. Dalle istituzioni agli organi di polizia a cui va sempre e comunque il nostro rispetto ed il nostro ringraziamento per il lavoro che svolgono quotidianamente. Magari servono più mezzi? Più uomini?

La Fune si mette a disposizione come luogo di discussione su un tema delicato e molto sentito da tutti i viterbesi: il tema della sicurezza.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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