L'inchiesta della Corte dei Conti sulla gestione del Patrimonio comunale è destinata ad allargarsi
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VITERBO - Nelle scorse settimane la Finanza ha fatto tappa proprio a Palazzo dei Priori, passando al setaccio molte carte. I bene informati parlano di un lavoro durato ore e che non si sarebbe fermato ai soli appartamenti e negozi.

VITERBO – La Corte dei Conti ha puntato i riflettori sulla gestione del patrimonio comunale negli ultimi venti anni, esattamente dal 2004 a oggi. L’inchiesta parte da irregolarità sul sistema di riscossione degli affitti per appartamenti e negozi di proprietà comunale. Un vaso di Pandora scoperchiato con il cambio di amministrazione a Palazzo dei Priori e l’arrivo di una maggioranza civica. A fare da detonatore all’inchiesta, affidata dalla magistratura contabile alle Fiamme Gialle, la vicenda Bruzziches di fine 2023. 

Secondo indiscrezioni gli inquirenti dovrebbero trovarsi di fronte a un buco di circa 400mila euro nelle casse comunali, dovuto a mancata riscossione di affitti. Nelle scorse settimane la Finanza ha fatto tappa proprio a Palazzo dei Priori, passando al setaccio molte carte. I bene informati parlano di un lavoro durato ore e che non si sarebbe fermato ai soli appartamenti e negozi. L’inchiesta infatti sembrerebbe destinata ad allargarsi anche alle modalità con cui negli anni sono stati gestiti anche altri beni del Comune, come gli impianti sportivi. 

Sono infatti proprio gli impianti sportivi comunali a essere stati oggetto negli ultimi anni di situazioni particolari su cui sarebbe opportuno fare piena chiarezza. L’inchiesta punterà a quantificare eventuali danni erariali e a definire anche i presunti responsabili. 

 

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

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