
230mila euro dall’Imposta di soggiorno per Viterbo Capitale della cultura: in barba al Regolamento della stessa. L’intenzione dell’amministrazione comunale era quella di destinare “esclusivamente” le somme derivanti dall’Imposta, inserita nel 2014, per co-finanziare le iniziative proposte nel Dossier “Terra del dialogo” anche se il Regolamento spiega che debba essere il Consiglio comunale ad esprimersi sulla destinazione.
Secondo i dati Istat del 2011 e 2012, secondo il Comitato scientifico, a Viterbo si sarebbero registrati 270.000 pernottamenti ed incassi, con una stima al ribasso, di circa 230.000€. Il Comitato cita la delibera 299 del 4 agosto 2014 che imponeva l’imposta di soggiorno tra 1€ e i 3,50€ per le strutture alberghiere a 5 stelle senza accorgersi che la stessa delibera era stata superata il 28 novembre (delibera di Giunta 446) con un notevole ribasso delle stesse tariffe per tutte le varie categorie delle strutture ricettive.
Insomma il dato, al di là dell’errore che denota ancora una volta la superficialità con il quale è stato redatto il progetto, è che l’imposta sarebbe stata investita in attività culturali e non, come aveva detto l’assessore Giacomo Barelli in Consiglio comunale nell’agosto scorso, “per migliorare i servizi non solo per i turisti ma anche per i cittadini residenti”.
Ma non solo, perché Barelli aveva anche parlato di un tavolo da costituire con gli operatori turistici per discutere della “applicazione della tassa di soggiorno nel divenire” e infine tutto ciò sarebbe dovuto essere deciso previa deliberazione del Consiglio comunale. “A partire dal bilancio 2015 – recita infatti il Regolamento all’articolo 2 – la destinazione del gettito dell’imposta è definita mediante apposita delibera del Consiglio Comunale da approvare prima della definizione del bilancio di previsione”. Un regolamento, insomma, applicato secondo convenienza: sì quando si tratta di chiedere agli esercenti, no quando si tratterebbe di dare alla Città scegliendo insieme al Consiglio e agli operatori la destinazione dell’imposta.


















