

IL CORNER DEL PROFESSORE – Mesi fa il mio idraulico mi ha promesso di finire un lavoro in poche settimane e non mi risponde né alle telefonate né ai messaggi Whatsapp che vede. Mi ha anche fatto altra istallazione da più di un anno: deve aggiustare un lavoro consegnato che però non funziona. Mi sento al centro dell’uragano. Ho la vaga sensazione di tranquillità perché non è arrivato il freddo ma alla prima giornata in cui avrò bisogno del termosifone saranno dolori seri.
Come provo a vedere poco più in avanti vedo nubi scure. Non so come comportarmi e sto fermo. L’altro lavoro l’ho pagato in anticipo, temo che dovrò cercare un altro idraulico che mi farà penare almeno tanto quanto questo. Secondo voi ne trovo uno affidabile? Mi rispondo da solo: no.
Come dico spesso, non facciamo più bambini e ai pochi nati diciamo di andare via. Ai pochissimi rimasti imponiamo di andare all’università. Credo che la scarsità di idraulici sia seconda a quella di elettricisti, muratori, imbianchini etc. Nessun ragazzo vuole più fare questi lavori. La qualità della vita di tutti ne risente. Dico spesso che la ricchezza è nella trasformazione. A giudicare da quanto ho pagato il mio idraulico e da quanto appare impegnato, la ricchezza è nei lavori manuali che l’intelligenza artificiale non riuscirà mai a fare.
Nessuna speranza dall’immigrazione: pensiamo che imparano presto dagli italiani. Il tetto che mi ha fatto uno straniero fa acqua e lui è scappato. Risultato: non vuole più lavorare nessuno. Addirittura l’amico avvocato mi dice di avere tre compagni di cena mensile da sempre e lui è quello che guadagna di meno.
Sia chiaro, ho profondo rispetto per gli idraulici e tutte le persone che lavorano con le proprie mani, ne apprezzo il ruolo fondamentale nella società e le possibilità di guadagno. Del resto sono lavori che pochi vogliono fare: è giusto pagarli per servizio e competenza. Il problema è l’assenza di affidabilità: le categorie di lavoratori tecnici di fatto si prendono gioco di noi. Non rispondono al telefono, non consegnano i lavori e si fanno pagare in anticipo.
Pregate che non succeda nulla al vostro bagno all’inizio del weekend: dovrete andare a quello del vicino per giorni. Ovviamente denunciarli non ha alcun risvolto positivo. Il professionismo è scomparso dal loro comportamento. L’affidabilità è diventata un miraggio lontano. Più parlo con amici più mi raccontano storie dei cosiddetti professionisti che di professionale hanno ben poco. Un altro amico mi racconta di un tecnico che, per accordi presi pre bonus, deve restituire poche migliaia di euro e sono 5 anni che scappa da tutte le parti.
La situazione mi sembra complicata e pericolosa, la qualità altissima della nostra vita ne risente pesantemente. A me che sono innamorato della città che tengo stretta al cuore viene il sangue nero ogni volta che penso ai cosiddetti “lavoratori” che qui operano. Perché ho bisogno del sociologo? Credo che la situazione abbastanza complessa prima sia solo peggiorata con i bonus. Il problema affonda le radici in decenni di scelte della società civile che hanno creato un cocktail perverso: troppo pochi si dedicano ai lavori manuali e la nostra vita peggiora. Non
dovrebbe essere l’opposto? Non credo la variabile sia l’orgoglio del proprio lavoro, è una vera e propria scelta della società.
Forse il sociologo è l’unico in grado di spiegarci perché nonostante la Repubblica Italiana sia fondata sul lavoro, gli italiani non lavorano. L’orgoglio della propria serietà e professionalità mi sembra sparito. Psicologicamente ed emotivamente, mi sento attratto da chi lavora e nutre orgoglio sincero per la propria professionalità. Quando qualcuno mi domanda se qualcosa si possa fare rispondo sempre che nel 1969 siamo andati sulla Luna e che da quel giorno tutto è diventato semplice con l’eccezione di trovare idraulico, muratore, elettricista serio affidabile e che risponda al telefono.
Esistono corsi ITS (Istituti tecnici superiori) della Regione riservati ai diplomati. Secondo me dobbiamo almeno allargare ai laureati e concentrarli sui lavori manuali. L’idea dei corsi biennali degli ITS è che nel secondo anno si faccia tirocinio presso azienda che poi assuma. Credo che se un laureato imparasse a fare l’idraulico avrebbe bisogno della segretaria per rispondere a tutte le richieste. Mi sapete raccomandare un idraulico-elettricista-muratore serio capace e affidabile?

















