Lido di Tarquinia : il mare restituisce una tartaruga marina morta
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Nel primo pomeriggio di ieri sabato 7 Luglio, un grande esemplare di tartaruga marina è stata recuperata morta nelle acque antistanti la spiaggia nord del Lido di Tarquinia. L'animale è stato portato a riva.

Nel primo pomeriggio di ieri sabato 7 Luglio, un grande esemplare di tartaruga marina è
stata recuperata morta nelle acque antistanti la spiaggia nord del Lido di Tarquinia.
L’animale è stato portato a riva.
Al momento non si conoscono le cause della morte dell’animale ma tornano in mente le
parole di Simona, la biologa marina di Clean Sea Life che, esattamente una settimana
illustrava ai convenuti alla cena conviviale organizzata da Assolidi, i rischi per la fauna
marina determinati dalla dispersione in mare di rifiuti di plastica; in particolare le tartarughe
marine sono particolarmente esposte a questo rischio in quanto si cibano di meduse e, le
buste/fogli di plastica che fluttuano nel mare, vengono scambiati, appunto, per meduse e
vengono da queste mangiati determinando la morte dell’animale.

Mentre sulla spiaggia di Montalto, in questi stessi giorni, una tartaruga Caretta Caretta ha deciso di deporre 90 uova, a pochi chilometri da lì, a Tarquinia, c’è il rovescio della medaglia. 

Rispettiamo il nostro mare per noi stessi ma anche per tutte le creature che lo vivono non solo d’estate.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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