L'idiozia ideologica mette in scacco il consiglio comunale di Bassano Romano sulla cittadinanza onoraria a Liliana Segre
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BASSANO ROMANO - Il delirio ideologico fa saltare il consiglio comunale in cui maggioranza e minoranza al comune di Bassano avrebbero conferito la cittadinanza onoraria a Liliana Segre. 

BASSANO ROMANO – Il delirio ideologico fa saltare il consiglio comunale in cui maggioranza e minoranza al comune di Bassano avrebbero conferito la cittadinanza onoraria a Liliana Segre. 

A rendere noto l’accaduto il coordinatore locale della Lega Carlo Pellegrini: ” Lo scorso 30 dicembre si è svolto l’ultimo consiglio comunale del 2019, con all’ultimo punto dell’ordine del giorno la proposta di concedere la cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre. Proposta purtroppo rimasta tale, il consiglio si è concluso senza nulla di fatto, per l’incapacità e le indecisioni del sindaco in veste di presidente delcConsiglio di gestire i tempi e gli interventi dei suoi consiglieri, in particolare del vicesindaco, durante la seduta, già condizionata dalla disponibilità ridotta del segretario comunale che si era reso disponibile per un tempo limitato avendo preso impegni inderogabili. Intervento quello del vicesindaco che con le sue dichiarazioni ha cambiato il volto a un consiglio comunale che andava concordemente a concedere la cittadinanza alla Senatrice Liliana Segre.

“Se inserite il riferimento alle foibe io la cittadinanza onoraria alla Segre non la voto”. Questo è quello che ha detto in consiglio comunale il nostro vicesindaco Ugo Pierallini, di fronte alla richiesta dei consiglieri Carlo Pellegrini e Luigi Quaglia di correggere la proposta di delibera citando anche l’eccidio delle Foibe e di metterla a votazione,  specificando che comunque una decisione contraria non avrebbe pregiudicato il nostro voto a favore della delibera.

Parole forti e orrende quelle dette dal vicesindaco quando ha capito che alcuni consiglieri erano pronti a votare l'emendamento. Aggiungendo inoltre, “non voglio paragonare affatto gli eccidi delle Foibe con i fatti del fascismo e le deportazioni razziali” e poi “gli italiani in quelle zone hanno fatto prima un sacco di casini”.

Posizione e parole che noi abbiamo subito condannato, ma che hanno aperto ripensamenti e innescato una lunga discussione tra il sindaco e i consiglieri di maggioranza sul che fare. Il segretario comunale, avendo già comunicato che aveva altri impegni urgenti a cui non poteva mancare, trascorsa una mezz’ora e dopo aver più volte chiamato a votare l’emendamento, non trovando attenzione, ha deciso di interrompere il consiglio comunale e andarsene,
confermando inaffidabilità di queste persone davanti a problemi e sentimenti seri ed umani.

Insomma siamo caduti nel ridicolo, siamo l’unico paese che non è riuscito a concedere la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, forse sarebbe stato sufficiente mettere la mozione al primo punto del consiglio, anziché in coda.

Lungi da noi voler fare equiparazioni storiche, noi la delibera l’avremmo votata lo stesso, ma perché non deve essere citata anche la tragica vicenda delle Foibe? Stiamo dando la cittadinanza onoraria a una signora vittima della Shoah che rappresenta non solo l’antifascismo ma è anche simbolo della lotta al razzismo, all’intolleranza verso le minoranze e i diversi. Allora perché insieme alla tragedia del fascismo non ricordare la tragedia delle Foibe, ricordata e riconosciuta con il ‘Giorno del Ricordo’ con una legge dello Stato? Perché il nostro vicesindaco e qualche altro consigliere sono contrari? Perché il nostro sindaco non ha preso le distanze e non ha fatto votare l’emendamento? Ce lo spieghino bene, altrimenti dobbiamo capire che per loro la cittadinanza onoraria alla Segre non era poi così importante, o peggio che per loro la tragedia delle Foibe non va ricordata”.

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