Libertas Viterbo, Nildo Rapiti confermato presidente per il quadriennio 2020-2024
Rapiti
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VITERBO - Nel consiglio provinciale sono stati eletti Vera Lucernini, Simone Bonolo, Giovanni Marcucci e Fiona Mazzi.

VITERBO – A seguito dell’assemblea elettiva delle associazioni affiliate al centro provinciale sportivo Libertas di Viterbo tenutasi il 19 settembre a Viterbo, è stato eletto il nuovo consiglio direttivo per il quadriennio 2020-2024.

L’assemblea si è aperta con l’intervento del presidente, Nildo Rapiti, che ha relazionato sulla attività del centro provinciale Libertas nella stagione sportiva 2009-2010, soffermandosi in particolare sulla ripresa dell’attività dopo il periodo del lockdown per la diffusione del virus Covid-19.

Tutte le attività sportive annullate nel semestre precedente saranno riproposte nel rispetto della normativa attuale oggi alquanto restrittiva, ma utile per evitare il propagarsi dei contagi del virus.

Per venire incontro alle associazioni in campo economico il consiglio provinciale ha azzerato il costo della ri/affiliazione (65 euro) riferito all’anno sportivo 1/9/2020 – 31/08/2021 e approvato un costo del tesseramento calcolato per ogni associazione ad personam alquanto vantaggioso.

Il presidente ringrazia i consiglieri e i dirigenti che hanno collaborato nel quadriennio precedente consentendo alla Libertas da me rappresentata di crescere nel numero delle associazioni affiliate e nell’organizzazione di servizi e attività sportive.

Di seguito i neoeletti.

Presidente provinciale Nildo Rapiti al quale è stato rinnovato l’incarico.

Nel consiglio provinciale sono stati eletti nel rispetto della parità di genere: Vera Lucernini, presidente della Asd Libertas Pilastro 92 di Viterbo, Simone Bonolo, direttore responsabile della Ssd Socialmente di Soriano nel Cimino, Giovanni Marcucci, presidente della Asd Scuola padel di Viterbo e Fiona Mazzi, responsabile Tecnico della Asd Libertas Free sport di Viterbo.

Nella consulta (organo che approva il bilancio) Agostino Moscatelli, Raffaele Berretta e Carlo Turchetti.

Revisore dei conti Carlo Aronne, dirigente della Asd Vitersport di Viterbo.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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