
VITERBO – L’amministrazione Frontini punta a liberare la Valle di Faul dalle auto. Un’idea che racchiude una visione diversa di città, sicuramente meno provinciale e certamente andante nella direzione di costruire uno spazio urbano più attraente e accogliente, che poi è l’unico modo per fare tornare davvero le persone in centro. Per la bruttezza comoda, quella da parcheggio davanti alla porta d’ingresso del posto dove dobbiamo andare, c’è solo l’imbarazzo di scegliere tra uno dei tanti centri commerciali.
L’idea raccontata dall’assessore Aronne in consiglio comunale è di “andare verso” la restituzione alla città del parco di Faul. Le ragioni ci sono tutte, anche perché quello spazio non è mai stato pensato come un parcheggio ma ci è diventato tra la noncuranza e l’arroganza un po’ di tutti.
Il parcheggio vero, quello per cui sono stati spesi soldi e da cui si pensa di incassare per fare quadrare meglio (e riteniamo giustamente) i bilancio della partecipata Francigena, è quello realizzato appena fuori Porta Faul. Invece quel parcheggio, nell’ultimo anno, ha incassato circa 5mila euro. Questo perché le persone hanno parcheggiato gratis nel parco di Faul, rubato ai cittadini in quella che era la sua funzione originaria.
Aronne in pratica vuole riparare a “un furto” che ha privato i viterbesi di uno spazio, la città di un punto di bellezza e le casse di Francigena di un legittimo incasso. Il paradosso è che le sue dichiarazioni, pertanto fatte con tanto di sordina per non disturbare le provincialissime orecchie locali, sono state ben unte con la vasellina della gradualità. “Vista la delicatezza che ha sulla vita della città deve essere un percorso condiviso. E affinché lo sia deve prevedere prima la messa in opera di misure compensatrici e calmieratrici dell’impatto che questa misura avrebbe, tali da far sì le macchine nel centro storico arrivino sempre di meno, ma in centro ci si arrivi sempre di più”.
Nonostante questo, nonostante la giustezza dell’idea, non sono mancate le critiche. Puntuali, quelle sì. No come i treni della Roma Nord. E la città torna a dividersi tra chi vuole andare in una direzione e una mentalità provinciale che da decenni trita tutto e tutti.

















