"Li goji" di Viterbo si immortalano a palazzo papale

Ecco la foto di gruppo di quei "goji" di 'Sei di Viterbo se'. Il gruppo facebook cresce giorno dopo giorno e ora c'è anche un'immagine di molti di loro.
Il gruppo di ‘Sei di Viterbo se’
Domenica 2 marzo dell’anno di grazia 2014 entra nella storia. E’ il giorno in cui tutti “li goji” di Viterbo si sono dati appuntamento a palazzo papale per una bella foto di gruppo. L’avevano annunciata e l’hanno fatta. Sono anche tantissimi, come è possibile riscontrare dall’immagine.
Stiamo parlando dei viterbesi che ogni giorno si scambiano frasi, modi di dire dialettali, vecchie foto della “veter urbis” e scatti di vita quotidiana su una pagina facebook appositamente aperta.
Tutti insieme, sulle scale del principale monumento viterbese, hanno proiettato Viterbo nell’era dei social network. Intanto il gruppo ‘Sei di Viterbo se’ cresce e sfiora quota 4500 adesioni. Una forza non da poco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















