
di Vincent Spaccapeli
Il mondo che corre pazzamente verso lo schianto lavora minuto dopo minuto per dilapidare il grande patrimonio naturalistico e tradizionale che gli uomini hanno costruito nei secoli. I tempi che viviamo sono uno specchio violento e triste di quello che ci siamo procacciati allontanandoci dalla natura, fuggendo i suoi insegnamenti, violentandola succhiandone le risorse mentre con tutta l’ipocrisia del mondo puntavamo il dito verso chi della natura ha fatto sempre la propria casa: contadini, allevatori, cacciatori, pescatori, raccoglitori.
L’ignoranza ha ridotto allo stremo le categorie su cui gli uomini hanno costruito libertà, saggezza, imprese ed economie per tutti e che in buona parte oggi sono ancora il dorso del nostro paese. Ma il cuore vivo della campagna, del segugismo, della vita all’aria aperta, mostra ancora una volta che il valore schiaccia ogni pretesa del profitto, ogni gesto demolisce ogni pretesa della vigliaccheria. Il cacciatore, questo villico incivile che ammorba i boschi e assassina le bestie, questo povero incolto perlopiù semi-analfabeta e di estrazione sociale umile, il cacciatore, questo inutile residuo della barbarie primitiva, la categoria meno riconosciuta e tutelata del paese. Si, proprio quello, quello che le vuote tasche riempie sempre d’orgoglio e senso di appartenenza, quello che dalla tavola povera trova ancora pane da dividere, quello che nell’orrore e nell’umiliazione da il meglio di sè, unendosi, ergendosi, correndo dietro le barricate a sostegno di quanti necessitano.
Nei terremoti, nelle alluvioni, nelle crisi economiche, nelle pandemie, il cacciatore c’è sempre e mai sottrae impegno e lesina risorse per sostenere quanti natura gli ha insegnato a proteggere e accudire. E lo fa nell’ombra, lo fa in silenzio, perché non è della nomea che il cacciatore è in cerca, perché conosciuta e amata la gloria immensa della natura egli già gode del paradiso in Terra.
I cacciatori italiani uniti spontaneamente dall’emergenza raccolgono oltre mezzo milione di euro a sostegno degli presidi sanitari e dei medici impegnati nella lotta al Corona Virus.

















