Lettere dei "bambini" di Pianoscarano a Babbo Natale
Fontana-Pianoscarano
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Nella buca delle lettere de La Fune è arrivata copia della lettera che i "bambini" di Pianoscarano, guidati da Mauro Mondini, hanno scritto a Babbo Natale.

Nella buca delle lettere de La Fune è arrivata copia della lettera che i “bambini” di Pianoscarano, guidati da Mauro Mondini, hanno scritto a Babbo Natale.

“Caro Babbo Natale noi bambini di Pianoscarano quest’anno abbiamo un grande desiderio e solo tu puoi aiutarci. Noi vorremmo che i nostri “cari” amministratori, dal sindaco all’assessore Ricci all’amico Fabbrini diventassero finalmente più buoni.

Sai caro Babbo Natale noi “bambini” piascaranesi a questi signori sono mesi, anzi anni, che chiediamo due cosine in particolare. Una sistematina alla nostra cara fontana e qualche fioriera per proteggerla dalle auto. Certo a dire la verità il primo desiderio è stato quasi esaudito, dato che la fontana non perde più acqua.

L’hanno chiusa da due mesi e arrivederci problema risolto… . Poi però il “bambino” nostro amico Fabbrini ci ha detto che il Comune sta provvedendo e bisogna solo aspettare qualche giorno perché la fontana si asciughi. Ma dopo due mesi di acqua chiusa noi bambini abbiamo chiesto ai nostri nonni il significato delle parole “stiamo provvedendo” e “qualche giorno”.

Come risposta ci hanno dato un pappone per uno e ci hanno detto “che semo fiji e nun potemo capì le bucie de li grandi”. Poi caro Babbo Natale devi sapere che noi “bambini” abbiamo fatto dei fioretti.

Invece di comperare le figurine e le caramelle abbiamo messo via i soldini e siccome il Comune non ha i soldi per comperare le fioriere da mettere attorno la fontana con quei soldini le vorremmo comperare noi. Ma caro Babbo Natale al nostro Comune non va bene neanche così.

Il nostro Comune a noi bambini di Pianoscarano proprio non vuole bene. Noi non lo vogliamo chiedere ai nostri nonni il perché, dato che prenderemmo un altro pappone. Però tra pochi mesi siamo sicuri che anche a noi bambini qualcuno di questi signori ci verrà a cercare. Lo fanno sempre ogni quattro/cinque anni e tu Babbo Natale sai il perché.

E allora caro Babbo Natale sto giro qualche pappone lo daremo noi, tanto siamo bambini lo potemo fa. Buon Natale a tutti tranne a qualcuno”.

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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