

LETTERE DA MARTE – La questione delle chiusure dei negozi del centro è annosa e regolarmente viene riproposta da questa o quella forza politica. Le stesse che l’hanno causata, per intenderci, e che, francamente, hanno veramente scocciato.
Partiamo da un dato che è uscito qualche mese fa. A livello nazionale Viterbo si piazza al 77esimo su 103 province italiane per retribuzione giornaliera. I lavoratori viterbesi guadagnano in media 17mila 234 euro lordi all’anno, con una retribuzione giornaliera di 73,44 euro.
Secondo i dati Istat del 2024 la percentuale di giovani viterbesi di età compresa tra i 15 e i 29 anni che non lavora e non è inserita in percorsi di studio o formazione è pari al 22,50%. Siamo tra le province più neet d’Italia ovvero il 22% dei giovani viterbesi non studia e non lavora.
Inoltre, nella Tuscia si pagano 12.000 pensioni in più rispetto agli occupati: i numeri dicono che in provincia di Viterbo ci sono 126.000 pensionati e “solo” 115.000 occupati. La nostra Italia vive nell’inverno demografico. Ma la nostra provincia è messa peggio. Pensate che se calcoliamo il periodo dal 2011 al 2023, ben 25.988 giovani tra i 18 e i 34 anni hanno fatto le valigie per andare all’estero.
Cosa comporta questo per Viterbo? E’ notizia di qualche settimana fa che in piccoli comuni della nostra provincia come Onano e Tessennano hanno chiuso gli ultimi negozi di alimentari e i sindaci sono costretti a organizzare bus per far andare due volte a settimana i cittadini, ormai quasi tutti anziani, in altri paesi a fare spesa.
Come ha denunciato Elisa Bianchin dei Cobas “le famiglie viterbesi hanno speso una media del 14% in più rispetto lo scorso anno solo per i beni di prima necessità, con un aggravio di quasi mille euro, guadagnando sempre meno. Inoltre, le condizioni dei lavoratori del settore continuano a peggiorare. I dipendenti vivono strangolati fra paghe da fame e orari ingestibili. Ormai le figure professionali sono state cancellate, per assumere soprattutto tramite agenzie interinali con l’inquadramento più basso e nessuna tutela in caso di licenziamenti o ritorsioni. Troppe volte abbiamo sentito lamentele inutili e superficiali, mentre ben ci si guarda a denunciare infiltrazioni e spartizioni di potere che mettono a rischio questa città”.
La realtà è che a Viterbo si fa la fame e i giovani non hanno alcuna prospettiva di guadagnarsi la vita. In pratica la via di Tessennano e Onano sta arrivando anche qui. Non è un problema di ZtL si o ZtL no! Non è un problema di parcheggi più o meno gratuiti o a pagamento. Non è nemmeno un problema della buca o del topo sotto casa. E’ un problema di un futuro, che ormai è diventato presente e sta bussando alla porta da diversi anni.
E come al solito di programmazione. Cosa totalmente assente in qualsiasi amministrazione viterbese da decenni. Se non ci sono i soldi, i giovani trovano miseri lavori sottopagati, se rimangono solo i vecchi con altrettanto misere pensioni in città, chi deve andare a fare acquisti nei negozi di vicinato? Chi si può comprare i bei vestiti di una volta che trovavi solo al centro? Se per arrivare a Viterbo da Roma ci si mettono quasi 2 ore, come potete parlare di turismo o di “aprire nuove vie” perché la gente venga a Viterbo?
E allora spiegatemi quali sono le vostre strategie di sviluppo di questa città! Perché l’unica “industria” su cui gira l’economia viterbese deve essere l’Ospedale con tutto il suo enorme indotto? Ditemi quale lavoro deve trovare un giovane diplomato o laureato a Viterbo che gli dia
uno stipendio per metter su famiglia e spendere il proprio tempo e i propri soldi in questa città! Io torno da Marte per la Settimana Santa. Girerò per Viterbo con il mio cane marziano. Tanto mi conoscete, e se volete fermatemi pure per discutere con me. Ma non mi raccontate che il problema della “morte del centro storico” è la ZtL o i centri commerciali. Sono per la libertà d’espressione ma non per sentir cazzate.



















