Lettera di insulti e minacce all'assessore Sberna, all'interno tirate in ballo anche le due figlie
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VITERBO - C'è un aspetto, ritenuto dalla stessa piuttosto inquietante: il fatto che si faccia esplicito riferimento anche alla sua famiglia e vengano fatti i nomi delle sue due figlie. 

VITERBO – Minacce e insulti ad Antonella Sberna. Questo il contenuto di una lettera anonima arrivata ieri mattina nella mani dell’assessore.

C’è un aspetto, ritenuto dalla stessa piuttosto inquietante: il fatto che si faccia esplicito riferimento anche alla sua famiglia e vengano fatti i nomi delle sue due figlie. 

La lettera è arrivata all’indirizzo di via Ascenzi 1, a Palazzo dei Priori quindi e non a Palazzo del Drago, sede dell’assessorato ai Servizi Sociali da lei guidato. 

Ieri mattina l’assessore, avvisato della presenza di corrispondenza nella sede del Comune, ha ritirato la busta. Rimanendo gelata. E’ andata subito in questura per sporgere denuncia contro ignoti. 

La lettera contiene insulti e ingiurie pesanti verso la sua persona e tira in ballo la sfera più privata e intima della stessa. 

Tanti i messaggi di solidarietà inviati alla stessa dal mondo politico locale, in maniera trasversale, e da tante associazioni e privati cittadini. La redazione de La Fune esprime vicinanza e pieno sostegno all’assessore, determinata a continuare al meglio il proprio delicato lavoro. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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