Lettera aperta di Massimo Erbetti (M5S) a La Fune
Massimo Erbetti
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Caro Direttore, rispetto il suo pensiero e lungi da me la volontà di entrare in polemica con lei, però forse le sfuggono alcune fondamentali e semplici regole del Movimento 5 Stelle, prima fra tutte, quella che non sono io a decidere, ma l’assemblea, la decisione di tagliare a zero il gettone è una volontà di tutto il M5S.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del candidato Sindaco per il Movimento 5 Stelle in risposta all’articolo comparso il 12 aprile su La Fune: Clicca qui per leggere l’articolo.

Caro Direttore, rispetto il suo pensiero e lungi da me la volontà di entrare in polemica con lei, però forse le sfuggono alcune fondamentali e semplici regole del Movimento 5 Stelle, prima fra tutte, quella che non sono io a decidere, ma l’assemblea, la decisione di tagliare a zero il gettone è una volontà di tutto il M5S Viterbo, per cui quando accusa me di “voler minare la qualità democratica del consiglio comunale”, indirettamente accusa decine di attivisti di volerlo farlo, riguardo poi al fatto che si sia aperta “una riflessione interna” credo che sia stato male informato, perché se ci sono state critiche, sono venute dall’esterno, da persone che continuano a dire di far parte del movimento, ma che nella realtà dei fatti sostengono altre forze politiche, quelle forze politiche che guarda caso non rinuncerebbero mai al gettone.

Caro Direttore crede che il gruppo del M5S Viterbo sia composto solo da benestanti? Da persone con i beni al sole? Da ricchi che non hanno bisogno di lavorare e si dedicano alla politica come svago? Beh si sbaglia, nel gruppo ci sono disoccupati, operai, casalinghe, persone normali che hanno deciso di sacrificare il proprio tempo e le proprie competenze per il bene della città, rinunciando anche al gettone di presenza.

Lei giustifica chi spende 50/60 mila euro per pubblicizzarsi, ma scredita chi pensa sia immorale farlo, o chi non ha la possibilità di farlo, lei li giustifica paragonandoli ad un innamorato che vuole far colpo sulla donna che ama, se dovessi seguire il suo ragionamento mi verrebbe da pensare che solo un ricco ha la possibilità di corteggiare una donna con bellissimi regali e mazzi di fiori, ma sono certo che non intendeva questo.

Riguardo poi la richiesta di pubblicare entrate e uscite di tutti gli schieramenti in campo, credo sia legittimo e segno di trasparenza informare i cittadini su chi finanzia una campagna elettorale, proprio nel nome di quella “libertà” di cui Bobbio parla.

Altro punto su cui lei non concorda con noi è il fatto di avere una sola lista, un solo candidato e un solo programma, da ciò ne deduco che giustifica le accozzaglie fatte solo per vincere, giustifica chi pur di vincere mette insieme anime totalmente diverse che permettono di vincere, ma non di governare, eppure nella nostra città abbiamo la prova evidente di quanto sia dannoso tale modo di fare, l’amministrazione Michelini non ha praticamente governato per seguire questa strada, nel tempo ha perso pezzi ed ora siamo costretti a fare consigli in seconda convocazione perché non ci sono i numeri per governare, pensa sia la cosa giusta per i viterbesi? Pensa veramente che i cittadini vogliano altri cinque anni di immobilità totale? Ci sono schieramenti che hanno addirittura otto liste collegate per un totale di 256 candidati, se ognuno di quei candidati prendesse solo venti voti, quella coalizione arriverebbe a circa il 14%, chi non voterebbe il proprio fratello, zio, nonno, cugino? Pensa sia un buon modo di fare politica questo? Mi dica lei se questo è pensare ai cittadini oppure ad altro.

Vede Direttore, nella politica, come nella vita ci vogliono gli esempi, non si può predicare bene e razzolare male e noi del movimento abbiamo deciso di rimetterci qualcosa in prima persona per dimostrare quanto teniamo a questa città.

Lei crede che il taglio dei gettoni sia un gesto demagogico, io credo che demagogico sia far credere che quel gettone possa permettere a tutti di far politica, lei sa a quanto ammonta il reddito mensile derivante dai gettoni per ogni consigliere? La invito a controllare e dopo averlo fatto, mi saprà dire se quella cifra è una garanzia di democrazia e se può permettere a chiunque di fare il consigliere, crede veramente che quel misero importo metta al riparo da eventuali rischi di manovrabilità? Crede veramente che quel gettone dia la “libertà da” o la “libertà di”? No non può crederlo veramente.

Sa cosa mi dispiace di più in tutta questa storia? Il fatto che questa polemica abbia offuscato il vero scopo del taglio dei gettoni, guardiamo il dito, invece di guardare il nobile scopo per cui tale taglio è stato fatto, noi con quel taglio mettiamo la prima pietra per garantire a tutti i viterbesi bisognosi, una vita più degna, una possibilità di riscatto, noi con quel taglio vogliamo far capire che se ognuno è disposto a togliersi qualcosa, a rimetterci del suo, si può avere una società migliore. Speravo che la nostra proposta fosse ripresa da ogni candidato di tutte le liste che si presenteranno alle prossime elezioni, speravo che il bene dei meno fortunati fosse una priorità, ma purtroppo mi sbagliavo, tutti promettono, tutti si professano salvatori del popolo, ma alla prova dei fatti guai a toccare il proprio orticello.

 

Massimo Erbetti

Candidato Sindaco M5S Viterbo

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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