L'estate in tavola secondo La Gramignana, Montalboldi: "Voglia di fare e sorriso sono i nostri ingredienti vincenti"
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Il sorriso, questo l'ingrediente segreto de La Gramignana. Ristorante-pizzeria appena fuori Viterbo, davanti al Cine Tuscia Village. La scommessa di successo del giovane imprenditore Michele Montalboldi che ha costruito una squadra, diventata famiglia, e accoglie con entusiasmo e voglia di stupire tutti gli amanti della buona cucina e dei sapori del territorio.

Il sorriso, questo l’ingrediente segreto de La Gramignana. Ristorante-pizzeria appena fuori Viterbo, davanti al Cine Tuscia Village. La scommessa di successo del giovane imprenditore Michele Montalboldi che ha costruito una squadra, diventata famiglia, e accoglie con entusiasmo e voglia di stupire tutti gli amanti della buona cucina e dei sapori del territorio.

“Non importa se si viene da noi per un banchetto o una cena tra intimi alla carta, sempre e comunque offriamo il top di gamma e puntiamo a stupire piacevolmente i nostri ospiti”. E’ diretto e con un grande sorriso Montalboldi. I suoi sono in cucina e stanno preparando tutto. Hanno ben in ordine i migliori prodotti e si preparano ad andare in scena. “Qui siamo tutti uniti, perché solo se remi nella stessa direzione ottieni buoni risultati”. Continua l’imprenditore.
Non è certo un caso se il personale è qui da quattro anni. “Sempre con il sorriso sulle labbra – ci tiene a precisare Michele -. Anche se la fatica non manca, specie in questo periodo. Però c’è tanta soddisfazione e questo è un buon carburante per andare avanti”.

Il nuovo menù è pronto e punta a esaltare al meglio i gusti dell’estate. Con tutta una serie di piatti ricercati, serviti al meglio. Parliamo di roba del tipo “pepite alla bolognese” (polpettine di mortadella e pistacchio) che da sole valgono l’esperienza. C’è anche la tradizione, rivisitata con estro, e formalizzata nella “Panzanella rivisitata in tazza”. In gioco anche la menta, nella “Tartare di manzo”. La specialità della casa, rigorosamente pensata per l’estate, è invece il “Raviolo alla Gramignana” (ripieno di patate allo scalogno con ragù di manzo).

La filosofia è sempre la stessa: prodotti top di gamma, accoglienza, eleganza, semplicità e voglia di fare.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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