L'Eremo della Palanzana come fortino dello scisma guidato da Monsignor Viganò
Foto Monsignor Viganò
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VITERBO - Si imputa, inoltre, a Viganò l’ordinazione illecita di alcuni preti. Ci sono voci insistenti "su una già avvenuta consacrazione episcopale".

VITERBO – La testa dello scisma della Palanzana risponde al nome di Mons. Carlo Maria Viganò. E l’Eremo viterbese non sarebbe altro che il quartier generale da cui muovere “guerra” alla Chiesa e a Papa Bergoglio. 

Non siamo tornati nel Medioevo, anche se sembrerebbe. Quello fondato da Viganò sulle montagne che guardano il capoluogo della Tuscia si chiama Collegium Traditionis. Nella pratica si tratta di un seminario e ostello per preti e religiosi tradizionalisti, per essere ancora più concreti tutti quelli che rifiutano il Concilio Vaticano Secondo, più o meno esplicitamente. 

“Nella Chiesa ci sono centinaia, migliaia di chierici, sacerdoti, religiosi e laici a cui viene negato da un’autorità tirannica e corrotta il sacrosanto diritto di essere fedeli a nostro Signore come lo sono stati per duemila anni i nostri fratelli nella fede”. Questa la posizione di partenza del gruppo, rilanciata ampiamente da siti e pubblicazioni dei tradizionalisti cattolici come Corrispondenza Romana e La Bussola Quotidiana. 

L’accusa mossa al Papa essenzialmente suona così: “Bergoglio è il vero Papa (quindi non c’è negazione) ma poiché con coerenza e premeditazione (compie) l’esatto opposto di ciò che si attende dal vicario di Cristo e dal successore del principe degli apostoli, per “vizio di consenso”, invalida l’intera sua azione pastorale e ne stravolge il segno”.

Viganò si sarebbe anche fatto ri-consacrare (riordinare vescovo) dal più radicale vescovo consacrato da mons. Lefebvre, Richard Williamson, buttato fuori dalla Fraternità San Pio X per insubordinazione. L’informazione gira da qualche mese e l’interessato non l’ha smentita.

Una riconsacrazione figlia della convinzione che tutti i sacramenti amministrati dopo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II siano “dubbi”, ovvero non sarebbe certa la loro validità a causa delle deviazioni dottrinali operate dal concilio stesso.

Si imputa, inoltre, a Viganò l’ordinazione illecita di alcuni preti. Ci sono voci insistenti “su una già avvenuta consacrazione episcopale”.

Il Collegium Traditionis di Viterbo è sostenuto dalla fondazione Exsurge Domine, fondata dallo stesso Viganò, e sarebbe finalizzato a far nascere un proprio presbiterio per garantire il futuro alle sue posizioni ecclesiali.

Sono già presenti quattro chierici provenienti da Familia Christi, fraternità sacerdotale fondata a suo tempo da mons. Luigi Negri e chiusa di autorità dal suo successore a Ferrara, mons. Gian Carlo Perego, per gravi insufficienze. Lì dovrebbero dislocarsi anche le monache di Pienza che si sono opposte alla visita canonica del Dicastero per la vita consacrata.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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