Leonardo Michelini, il sindaco è sott'acqua
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L'amministrazione Michelini sta attraversando settimane piuttosto complicate. Diverse le batoste, alcune dettate dal caso, che hanno colpito duro. In primis la decisione del Tar su Terme dei Papi e Talete.
Leonardo Michelini – fotomontaggio Luca Appia

Il sindaco è sott’acqua, questa la fotografia politica del mese di gennaio dell’anno di grazia 2014. Dopo otto mesi di navigazione Palazzo dei Priori attraversa secche che farebbero perdere il sonno anche a un guardiano notturno dopo due nottate di turno. La ciurma degli uomini che compongono la maggioranza non sembra riuscire a trovare una quadra operativa e la nave del Comune non è stata certo lasciata in buone condizioni da chi c’è stato prima, il che rende più impellenti i problemi.

Leonardo Michelini, l’uomo del miracolo. Le aspettative, costruite con bravura durante la campagna elettorale, sono alte. Per questo la situazione di oggi appare piuttosto annebbiata e la terra promessa piuttosto lontana. Il sindaco deve mantenere dritto il timone ma se si continua così difficilmente si riuscirà a raggiungere gli obiettivi prefissati e a doppiare il mandato. La mappa del percorso è chiara: sintetizzata nei punti che passeranno alla storia come il “patto per Viterbo”, stretto nel maggio scorso tra Michelini e il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Era il rispetto dei punti di quel patto che avrebbe permesso a Michelini di alzare il livello dell’acqua e far scivolare il Comune di Viterbo con maggiore serenità sugli scogli di un territorio incagliato da anni e anni di un governo della città piuttosto modesto. Oggi quegli scogli rischiano di sfondare lo scafo dell’amministrazione, amministrazione che pare piuttosto in apnea. Tanto da dare fiato e sfogo all’opposizione di centrodestra. Tanto da mandare sott’acqua, in questo momento, lo stesso sindaco.

 

 

LA ROAD MAP MICHELINI-ZINGARETTI TRA COLPI DI SFIGA E ATTESE FISIOLOGICHE

Rilancio area termale: “La giunta regionale si impegna a verificare la possibilità a trasferire nelle disponibilità del Comune di Viterbo l’ulteriore 50% del patrimonio dello stabilimento Ex Inps, per favorire un progetto di recupero e rilancio della struttura, come polo termale d’eccellenza”, questi gli estremi dell’accordo. Qui Zingaretti è stato di parola ma l’evoluzione giudiziaria della partita con Terme dei Papi rischia di compromettere tutto. La fortuna è cieca ma la sfiga ….
Tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini: “La giunta regionale si impegna a salvaguardare l’integrità ambientale della Tuscia, a partire dalla costruzione di una nuova ed efficiente gestione del ciclo dei rifiuti che punti sullo sviluppo della raccolta differenziata porta a porta e delle filiere del riuso e del riciclo. Si impegna inoltre alla soluzione del problema dell’arsenico nelle acque con l’impiego nell’immediato di dearsenificatori, e nel medio periodo adottando una serie di interventi infrastrutturali sulla rete idrica in grado di giungere alla soluzione definitiva del problema attraverso l’approvvigionamento di acque di buona qualità”. Anche qui l’impostazione di metodo sarebbe corretta ma nella realtà si sono verificate due grosse “smusate”. La prima sulla vicenda rifiuti romani, destinata a generare non pochi problemi al sindaco. La seconda riguarda invece l’arsenico e tutta la partita persa dal Comune su Talete per la gestione dei dearsenificatori. Comunque la soluzione al problema appare lontana, servirebbe un binocolo.

 

Il resto del patto è ancora in fase di cantierizzazione. S

i tratta di: rilancio del centro storico, sostegno alle start up e alla formazione, rilancio delle aree artigianali e produttive, completamento della trasversale Orte – Civitavecchia. Tutta roba su cui c’è da fare ancora tanta strada.

 

 

I PROBLEMI DELLA SQUADRA

I problemi di Michelini però riguardano anche la squadra: dal tanto cantato conflitto d’interessi dell’assessore alla Cultura Giacomo Barelli ai silenzi sui rifiuti romani della Saraconi, che hanno aperto una falla seria. Passando per l’assenza su cose che la riguardano, come il caso rifiuti, dell’assessore di Sel Raffaella Valeri. A tutto questo vanno aggiunti gli screzi Ricci-Saraconi e un certo attrito tra Pd e Oltre le mura, derivato proprio dal caso Ricci-Saraconi. Schiaffi su schiaffi che l’amministrazione Michelini ha incassato in questi otto mesi. Come non ricordare tutti i problemi d’immagine causati dalla vicenda Ferento e in ultimo da Lumi in Aria?

 

COSA SUCCEDE IN CITTA’

I viterbesi osservano piuttosto silenziosi l’operato di questa amministrazione. Hanno fiducia nella figura del sindaco e lo ritengono, in massima parte, competente. Il problema è che si aspettano da lui “una svolta” per Viterbo, attesa che cozza con la situazione attuale. Mal digerite sono invece le lotte intestine nel Pd, le lentezze generali del sistema e i problemi generati da alcune scelte “chiacchierate” nel settore cultura. La percezione diffusa è di un’amministrazione in affanno ma a cui sono date ampie possibilità di raggiungere risultati. La frase più gettonata? “Peggio di … è difficile fare”. I maligni dicono che abbia vinto per questo.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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