'Leonardo', i Giorni Anomali tornano a spaccare con un brano dedicato a Bonucci

VITERBO - "Ci hai fatto piangere, ci hai fatto stringere". E una città si ritrova nell'emozione di un sogno, quel sogno che Bonucci ha saputo cullare nella mente degli italiani.
VITERBO – “Ci hai fatto stringere, ci hai fatto piangere … spingila dentro”. E’ una canzone d’amore per il calciatore Leonardo Bonucci a segnare il ritorno dei Giorni Anomali.
“Per noi, per noi … Ci hai fatto stringere, ci hai fatto piangere. Per un istante questa notte il vento soffia anche lassù, spingila dentro… Tira dritto Leonardo va avanti, non li stare a sentire, quando un sogno ha troppi nemici è la cosa giusta da fare”. Così la band viterbese fa il suo omaggio al campione viterbese, quello che ha fatto la storia dell’Europeo di Wembley.
“Ci hai fatto piangere, ci hai fatto stringere”. E una città si ritrova nell’emozione di un sogno, quel sogno che Bonucci ha saputo cullare nella mente degli italiani.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.


















