Leodori: "Viterbo deve scegliere tra chi ha una visione di città e chi fa demagogia"
troncarelli
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VITERBO - L'iniziativa è stata una tappa importante della campagna elettorale di Alessandra Troncarelli e l'occasione per fare il punto sulle azioni che Regione Lazio ha fatto per lo sviluppo della Tuscia. 

VITERBO – Dall’incontro con il vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori, che si è tenuto alla Corte delle Terme nella giornata di ieri, è venuta fuori una notizia importante: lo stanziamento regionale di 15 milioni di euro per la riqualificazione di Piazza Campoboio (dietro alla sede viterbese dell’Inps, ridotto a un’area bombardata dalla seconda guerra mondiale a oggi) e quindi dare sostanza al progetto del Polo Unico delle Biblioteche. 

L’iniziativa è stata una tappa importante della campagna elettorale di Alessandra Troncarelli e l’occasione per fare il punto sulle azioni che Regione Lazio ha fatto per lo sviluppo della Tuscia. 

Alessandra Troncarelli ha parlato di due traiettorie su cui ha immaginato una sua guida della città. La prima che è quella di trasformare lo straordinario della pulizia delle vie e delle piazze e la cura del verde nell’ordinario. La seconda la costruzione di una città viva, organizzata, capace di risolvere i suoi annosi problemi. 

Al centro dei discorsi i fondi del PNRR e una serie di interventi regionali già previsti come l’interramento del passaggio a livello di Porta Fiorentina, il recupero dell’ex ospedale Vecchio per dare vita a un borgo della cultura, il recupero del convento di San Simone a ridosso di via Mazzini.

“I viterbesi sono chiamati a una scelta tra diverse idee della città – ha detto Leodori -. Tra chi ragiona immaginando la città e il suo sviluppo nel suo insieme e all’interno di un quadro provinciale e regionale, e chi fa solo demagogia. L’idea di chi vorrebbe distribuire i soldi a pioggia, perché non ha un’idea, e la prospettiva di chi invece vuole l’interesse dei cittadini”. 

 

 

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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