L'emporio solidale "I Care" ha dato da mangiare da maggio a 62 famiglie
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In questi giorni ci siamo occupati molto dei dati relativi alla povertà a Viterbo e in tutto il nostro territorio e abbiamo constatato una realtà preoccupante e di assoluta urgenza. L'esperienza dell'Emporio Solidale "I Care" è una piccola goccia importantissima nel mare magnum della povertà che affligge molte famiglie nella nostra zona e in tutto il paese.

In questi giorni ci siamo occupati molto dei dati relativi alla povertà a Viterbo e in tutto il nostro territorio e abbiamo constatato una realtà preoccupante e di assoluta urgenza. L’esperienza dell’Emporio Solidale “I Care” è una piccola goccia importantissima nel mare magnum della povertà che affligge molte famiglie nella nostra zona e in tutto il paese.

Il servizio emporio attivo dal 23 Maggio in poco più di un mese ha accolto 62 famiglie, circa 120 persone, sostenendoli con generi alimentari di prima necessità e per la cura della casa e della persona, per un importo commerciale di 4mila euro.

In questi pochi mesi di attività ci sono stati moltissimi segnali che fanno ben sperare, segnali che indicano la possibilità di un’integrazione profonda del nostro progetto nel tessuto sociale.

Fondamentale l’opera dei sostenitori del progetto: Banca di credito valtellinese, fondazione Oltre noi onlus, scuola di danza New sport dance di Arianna Piergentili, società sportiva Old rugby, gruppo sbandieratori e musici del Pilastro.

Tra i nuovi sostenitori anche una coppia di giovani sposi, Sara e Giampiero, che in occasione del loro matrimonio celebrato Sabato 23 Giugno hanno deciso di rinunciare alle bomboniere di rito e di versare il corrispondente importo a favore dell’Emporio e il corpo della polizia locale di Viterbo.

I prossimi eventi saranno:  sabato 30 giugno, per tutta la giornata i volontari saranno presenti al supermercato Emmepiù di Via Diaz a Viterbo, per la prima raccolta alimentare,mercoledì 4 Luglio alle 17,30 a strada Mammagialla si terrà la giornata conclusiva della lotteria organizzata dall’Associazione Viterbo con amore che devolverà una parte del ricavato all’emporio.

Molte collaborazioni si sono attivate in modo molto significativo in termini di apporto umano:  una convenzione con l’Ite Paolo Savi per l’alternanza scuola lavoro e sono state definite le modalità per la partecipazione diretta alle attività dell’emporio di due ragazzi della casa famiglia di Caprarola come opportunità di crescita finalizzata all’inserimento lavorativo.

Come sostenere l’emporio solidale I care: diventare volontari, partecipare alle collette alimentari, donazioni spontanee di alimenti direttamente all’emporio, donazioni su c.c (IBAN: IT 82 L 05216 14501 000000067825 Credito Valtellinese).

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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