L'emozione del Venerdì Santo a Latera, con un'illuminazione unica al mondo
Venerdì Santo Latera
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LATERA - Fra i momenti più particolare della rievocazione c’è sicuramente la processione della Desolata, che ricorda il momento in cui la Madonna cerca il figlio già arrestato dai romani e che si svolge alle 5 del mattino.

LATERA – La processione del Venerdì Santo risale al 1600 ed strettamente legata alla Confraternita della Misericordia. Fra i momenti più intensi e coinvolgenti della rievocazione c’è l’intonazione dei rari canti del Christus, Stabat Mater e Miserere, di antica tradizione e tramandati oralmente da padre in figlio, che fanno da sottofondo musicale al mesto corteo che conduce Cristo alla Croce.

Fra i momenti più particolare della rievocazione c’è sicuramente la processione della Desolata, che ricorda il momento in cui la Madonna cerca il figlio già arrestato dai romani e che si svolge alle 5 del mattino.

In particolare è sempre stata molto curata l’illuminazione con l’utilizzazione dei caratteristici fiaschetti di Orvieto dove una volta veniva imbottigliato il vino. I fiaschetti vengono aperti sul fondo con la procedura del ferro infuocato, che a contatto con il vetro lo taglia nel punto voluto.
Questi originali portacandele vengono poi montati montati su strutture verticali di vario tipo e grandezza che illuminano il percorso della processione e creano uno scenario di suggestiva bellezza. 

Alle ore 21.30 ci sarà la rievocazione di una scena della vita di Cristo su palco di piazza della Vita. Il corteo della processione partirà verso le 22.30 circa, dal palazzo del comune.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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