Lega, Fratelli d'Italia e Fondazione, il centrodestra viterbese riparte da un'alleanza che tiene fuori Forza Italia
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VITERBO - Chi sarà il candidato della nuova compagine di centrodestra per tentare la nuova conquista del comune è ancora presto per scoprirlo. Le elezioni infatti si terranno a giugno e la strada da percorrere, vista dall'inizio dell'anno, è ancora lunga. 

VITERBO – La rottura nel centrodestra viterbese è qualcosa di molto serio, in controtendenza con quanto accade a livello nazionale. Dopo i recenti fatti di Palazzo Gentili, che hanno portato all’elezione come presidente di Alessandro Romoli, grazie all’alleanza Pd- Forza Italia, e la caduta del sindaco Giovanni Arena, Lega e Fratelli d’Italia non vogliono più andare in alleanza con Forza Italia. E il sentimento è ricambiato dagli azzurri. 

Così la coalizione di centrodestra storica perde un pezzo e risulta composta da FdI, Carroccio e Fondazione. Questo il perimetro di ogni ragionamento del centrodestra, mentre i forzisti sembrano destinati a sostenere anche a Palazzo dei Priori un candidato sindaco in accordo con Pd, M5S e altre civiche di centrosinistra. 

Chi sarà il candidato della nuova compagine di centrodestra per tentare la nuova conquista del comune è ancora presto per scoprirlo. Le elezioni infatti si terranno a giugno e la strada da percorrere, vista dall’inizio dell’anno, è ancora lunga. 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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