Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e Fondazione (Polo Civico) questo il quadro da cui il centrodestra partorirà il candidato sindaco
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Il centrodestra chiamato al parto del candidato sindaco. Unitario? Questa è la grande domanda. Domanda a cui sono chiamati a dare una risposta Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e Fondazione (Polo Civico). Questa l'area di gioco e i convitati all'evento.

Il centrodestra chiamato al parto del candidato sindaco per le prossime Elezioni Comunali. Unitario? Questa è la grande domanda. Domanda a cui sono chiamati a dare una risposta Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Fondazione (Polo Civico). Questa l’area di gioco e i convitati all’evento.

Fuori dal perimetro Filippo Rossi e Viva Viterbo, pezzo perso rispetto all’inizio della storia (usasi come parametro di partenza la cena del Richiastro). Persa Chiara Frontini, che sta inseguendo la prospettiva di una vittoria in solitaria su Palazzo dei Priori.

Ora i partiti dell’area definita sono al lavoro per preparare la propria proposta di candidato sindaco. Tutti, potete scommetterci, arriveranno a sedersi al tavolo delle trattative (atteso a breve) con un proprio candidato sindaco. In queste ore da Fratelli d’Italia sono venute fuori tre disponibilità: Buzzi, Bianchini e Ubertini. Poi quest’ultimo ha deciso di fare un passo di lato. Nelle prossime ore, vedrete, arriveranno i papabili per le altre forze dell’area.

Il momento del confronto, del tavolo, sarà centrale. E in qualche modo condizionerà pesantemente lo sviluppo della campagna elettorale. Un candidato unitario aprirebbe uno scenario mentre la frammentazione e una pluralità di candidature determinerebbero futuri completamente diversi.

Sulla spaccatura premeranno diverse forze esterne. Perché un centrodestra unito dovrebbe, poi in politica nulla è certo, chiudere di fatto il recinto. Sarà ai convitati tenere i nervi saldi, ragionare in una logica di squadra, capire che meglio un assessorato sicuro che un posto da sindaco sognato. La politica è in fondo “l’arte di fare le cose”. E’ in fondo una questione di praticabilità, di digerire qualcosa per avere la possibilità di muovere passi in una qualche direzione. E’ l’arte del senso della realtà, della misura.

Riuscirà il centrodestra viterbese a fare questo o si lascerà travolgere dal canto di qualche sirena? Al tavolo l’ardua sentenza.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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