Lega, Cinque pullman da Viterbo per il "one man show" di Matteo Salvini a piazza del Popolo
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ROMA - Coordinati dal numero uno etrusco del Carrocco, il senatore Umberto Fusco, i "verdi" del Viterbese si stanno organizzando per fare sentire la propria presenza all'importante appuntamento politico.

ROMA – Alla chiamata “del capitano” Matteo Salvini per l’8 dicembre in piazza del Popolo a Roma la Tuscia risponde con cinque pullman di militanti e simpatizzanti.

Coordinati dal numero uno etrusco del Carrocco, il senatore Umberto Fusco, i “verdi” del Viterbese si stanno organizzando per fare sentire la propria presenza all’importante appuntamento politico.

Salvini infatti punta a stupire con la forza dei numeri. Per il giorno della Madonna conta di riempire la piazza dove il Partito Democratico ha collezionato recentemente un grosso flop mediativo.

“Vogliamo un incontro con tutti gli italiani che ci sostengono e che vorranno esserci vicini in questa bella avventura di liberazione, di coraggio, di onesta’, di crescita, di futuro”, l’appello di Salvini.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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